Il cambio euro dollaro oscilla in territorio negativo poco sopra 1,1550, dopo che i conflitti con l'Iran continuano a sostenere gli scambi commerciali avversi al rischio.
Il prezzo dell’euro dollaro avvia la settimana in territorio negativo, oscillando sopra area 1,1550 dopo aver mantenuto le perdite maturate nella sessione asiatica. Il fiber continua a risentire di un contesto di marcata avversione al rischio, con i flussi globali che si dirigono verso il dollaro statunitense, sostenuto dalla sua tradizionale funzione di valuta rifugio.
La dinamica del fiber è ulteriormente condizionata dall’impennata dei prezzi energetici. Gli attacchi contro infrastrutture petrolifere iraniane e le tensioni lungo le principali rotte di approvvigionamento hanno determinato un marcato rialzo del greggio, con effetti immediati sulle aspettative inflazionistiche globali. Per l’Eurozona, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche, questo shock rappresenta un fattore particolarmente sensibile.
L’aumento dei prezzi della benzina e del gas rischia infatti di comprimere il potere d’acquisto delle famiglie europee, già messo alla prova da una crescita economica modesta. I dati preliminari di febbraio hanno mostrato un’inflazione superiore alle attese, con l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IAPC) in accelerazione su base annua. Sebbene i livelli rimangano relativamente contenuti rispetto ai picchi del passato, il ritorno di pressioni inflazionistiche legate all’energia potrebbe complicare il percorso della Banca Centrale Europea.
Per il momento, la BCE mantiene un approccio prudente e basato sui dati, ma un contesto di inflazione importata più elevata potrebbe limitare i margini per eventuali allentamenti monetari. Sul fronte statunitense, l’attenzione si concentra ora sui dati dell’Indice dei Prezzi Cl consumo (IPC) in uscita a metà settimana. Un’inflazione superiore alle attese potrebbe rafforzare ulteriormente il biglietto verde, riducendo le probabilità di tagli dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve termine. Al contrario, una sorpresa negativa sui prezzi potrebbe offrire al fiber un temporaneo sollievo.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1562, in ribasso dello 0,47% e con i tori che sembrano stiano gettando le basi per un’inversione di tendenza sfruttando il tocco dal livello annuale 1,1507 che potrebbe spingere i rialzisti a riprendersi la scena e spingendo l’euro dollaro prima verso il livello chiave 1,1600 e successivamente verso il livello annuale 1,1692.
Viceversa, un consolidamento sotto il livello annuale 1,1507 permetterebbe agli orsi di aumentare la loro pressione e spingere l’euro dollaro a raggiungere il livello chiave 1,1400, il cui superamento permetterebbe ai ribassisti di tentare l’allungo verso il livello chiave 1,1300.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.