Il cambio euro dollaro si mantiene sotto 1,1700 dopo la decisione della BCE, mantenendo però una posizione incerta in attesa della fine della conferenza della Lagarde.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi poco sotto la soglia 1,1700 anche dopo la decisione della Banca Centrale Europea, mantenendo un’impostazione incerta nel breve termine. Il fiber ha tentato un recupero verso area 1,1720, ma senza riuscire a costruire un movimento strutturato, segno di un mercato ancora in fase di equilibrio precario tra forze opposte.
La riunione della BCE ha confermato le attese: tassi invariati, con il tasso di riferimento fermo al 2,15% e il tasso sui depositi al 2,00%. Nessuna sorpresa sul piano operativo, ma il messaggio implicito è stato più complesso: la BCE resta vincolata tra inflazione ancora sopra target e crescita economica debole. Ed è proprio questo il punto chiave che il mercato sta cercando di prezzare. I dati recenti mostrano un’accelerazione dell’inflazione al 3%, massimo da diversi mesi, mentre l’inflazione Core scende leggermente. Questo crea un mix difficile da gestire: pressioni sui prezzi ancora presenti, ma con segnali di raffreddamento nella componente più strutturale. Parallelamente, la crescita economica dell’Eurozona continua a deludere. Il PIL trimestrale allo 0,1% evidenzia una dinamica fragile, ben lontana da una fase espansiva solida. Questo limita fortemente il margine di manovra della BCE, e di conseguenza del fiber, che deve evitare di irrigidire troppo le condizioni finanziarie.
Sul lato opposto, il biglietto verde continua a beneficiare della linea più rigida della Federal Reserve. La FED ha sì mantenuto i tassi invariati, ma con un tono decisamente meno accomodante rispetto alle aspettative di qualche settimana fa. Il dato più rilevante non è la decisione in sé, ma la divisione interna al comitato e il cambiamento nella narrativa: si parla meno di tagli e più di stabilità o addirittura di rischio inflazione.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1693, in rialzo dello 0,15% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale 1,1692 che, se confermato permetterebbe ai tori di invertire la tendenza e riprendere il trend rialzista, con la resistenza psicologica 1,1800 a fungere da target di breve termine.
Viceversa, una falsa rottura LONG potrebbe spingere gli orsi ad aumentare la pressione, portando l’euro dollaro a poter raggiungere prima il livello chiave 1,1600 e successivamente il livello annuale 1,1507.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.