Il cambio euro dollaro scende venerdì nonostante i deboli dati sul mercato del lavoro statunitense che mostrano una forte contrazione dell'occupazione a febbraio.
Il prezzo dell’euro dollaro torna sotto pressione e viene scambiato sotto 1,1600, dopo un tentativo di rimbalzo verso 1,1590 immediatamente successivo alla pubblicazione dei dati sul lavoro statunitensi. La reazione iniziale al report sui Nonfarm Payrolls è stata coerente con un indebolimento del biglietto verde, ma il movimento si è rapidamente esaurito, segno che il mercato sta leggendo il quadro macro in modo più complesso.
Il rapporto NFP ha evidenziato una contrazione dell’occupazione di 92.000 unità a febbraio, ben al di sotto delle attese di crescita. Anche il dato precedente è stato rivisto al ribasso, mentre il tasso di disoccupazione è salito al 4,4% e il tasso di partecipazione è sceso al 62%. Numeri che, in condizioni normali, avrebbero indebolito in modo più marcato il biglietto verde. Tuttavia, la componente salariale ha mantenuto una dinamica solida: la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,4% su base mensile e del 3,8% su base annua. Questo elemento ha complicato la lettura del report. Da un lato, un mercato del lavoro che perde slancio rafforza le aspettative di allentamento monetario; dall’altro, una crescita salariale ancora sostenuta mantiene viva la pressione inflazionistica. La Federal Reserve si trova quindi davanti a un equilibrio delicato, con margini limitati per tagli aggressivi nel breve termine.
Parallelamente, anche le vendite al dettaglio statunitensi hanno mostrato un calo mensile dello 0,2%, confermando un raffreddamento dei consumi. Sebbene il dato sia stato meno negativo delle previsioni, segnala che la domanda interna sta perdendo parte della sua resilienza. Nonostante ciò, il fiber ha perso terreno in modo strutturale.
Il motivo principale risiede nel contesto geopolitico. Le tensioni in Medio Oriente hanno riacceso l’avversione al rischio globale, favorendo flussi verso asset rifugio.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1580, in ribasso dello 0,24%, in pieno momentum ribassista e molto vicino a raggiungere l’obiettivo di breve termine rappresentato dal livello annuale 1,1507. Un superamento agevole di tale livello permetterebbe ai ribassisti di aumentare la loro pressione, spingendo l’euro dollaro verso il livello chiave 1,1400.
Viceversa, una chiusura positiva sopra il livello chiave 1,1600 potrebbe spingere i tori a tentare l’assalto del livello annuale 1,1692, il cui superamento permetterebbe al cambio di poter ritestare il livello psicologico 1,1800.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.