Il cambio euro dollaro oscilla quota 1,1700, con gli investitori che si mostrano attendisti dato l’incontro tra Trump e Xi.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in territorio debole nella sessione di giovedì, con il fiber che resta poco sotto quota 1,1700 dopo la pubblicazione di una nuova serie di dati macroeconomici statunitensi che hanno rafforzato ulteriormente il dollaro statunitense. La valuta americana beneficia infatti di un mix di inflazione persistente, consumi ancora solidi e aspettative sempre più orientate verso una Federal Reserve prudente sul fronte dei tagli dei tassi.
Nelle ultime ore, l’attenzione del mercato si è concentrata soprattutto sui dati statunitensi relativi alle vendite al dettaglio, alle richieste di sussidi di disoccupazione e ai prezzi all’importazione ed esportazione. Il quadro emerso continua a suggerire un’economia americana resiliente nonostante il contesto di tassi elevati e le tensioni geopolitiche internazionali.
Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti hanno confermato una crescita mensile dello 0,5% ad aprile, in linea con le attese del mercato, dopo il forte incremento registrato a marzo. Anche il dato Core, che esclude il comparto automobilistico, ha mostrato una dinamica superiore alle aspettative, evidenziando consumi ancora relativamente solidi da parte delle famiglie americane. Parallelamente, i dati sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione hanno mostrato un incremento a 211.000 unità rispetto alle attese di 205.000 unità, ma il mercato ha interpretato il dato come insufficiente per modificare significativamente la narrativa di un mercato del lavoro ancora robusto. Anche le richieste continuative restano su livelli storicamente contenuti.
Sul fronte geopolitico, resta alta l’attenzione per il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino. Entrambi i leader hanno utilizzato toni relativamente costruttivi dopo il primo incontro, parlando di colloqui produttivi e rapporti stabili tra le due potenze. Tuttavia, gli investitori attendono segnali concreti soprattutto sul ruolo della Cina nella gestione della crisi iraniana e nella possibile riapertura dello Stretto di Hormuz.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1693, in calo dello 0,17%, e si trova nel pieno di un tentativo di break-out ribassista del livello annuale a 1,1692. Una conferma della rottura aprirebbe spazio a un’ulteriore pressione da parte degli orsi, con possibile estensione del movimento verso il principale target SHORT in area 1,1600.
Al contrario, il ritorno della pressione rialzista passerebbe da una chiusura positiva sopra 1,1720; in tal caso, i tori potrebbero riportare l’euro dollaro verso il livello psicologico di 1,1800, ultimo ostacolo rilevante prima della successiva resistenza chiave a 1,1850.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.