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Euro Dollaro vicino a 1,1550, Restando sotto Pressione tra Tensioni Geopolitiche e Politica Monetaria

Da
Flavio Ferrara
Pubblicato: Mar 27, 2026, 05:40 GMT+00:00

Il cambio euro dollaro si mantiene poco sotto 1,1550, appesantito da un sentimento di avversione al rischio a causa delle ultime dichiarazioni dei membri della BCE.

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Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in territorio negativo, consolidando le perdite accumulate nelle ultime sessioni e stabilizzandosi poco sotto area 1,1550. Il fiber evidenzia una struttura debole nel breve termine, con il biglietto verde che torna a rafforzarsi grazie a un contesto globale caratterizzato da elevata incertezza e ridotta propensione al rischio.

Panoramica fondamentale

Il principale driver di questa fase è il deterioramento del quadro geopolitico in Medio Oriente. Le speranze di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran si sono progressivamente ridimensionate dopo il rifiuto, da parte di Teheran, del piano di pace proposto da Washington. La posizione iraniana appare rigida, con l’esclusione di qualsiasi negoziato finché il Paese rimane sotto pressione militare. Questo irrigidimento contribuisce ad aumentare il livello di tensione e a ridurre la fiducia degli operatori dell’euro dollaro.

Le dinamiche sul campo confermano questa escalation. Gli attacchi militari proseguono, mentre le risposte iraniane attraverso missili e droni mantengono elevata la percezione del rischio. A questo si aggiunge la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, un elemento critico per il commercio globale di energia. Le difficoltà nel transito delle forniture stanno generando effetti a catena sull’economia internazionale, incidendo sulle aspettative di crescita e alimentando volatilità sui mercati.

In questo contesto, il biglietto verde beneficia del suo ruolo di bene rifugio. Quando l’incertezza aumenta, gli investitori tendono a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi e a spostarsi verso strumenti considerati più sicuri. Questo flusso di capitale sostiene il dollaro statunitense e, di conseguenza, esercita pressione ribassista sul fiber.

Analisi Tecno-Grafica e previsioni euro dollaro

Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1541, in calo dello 0,15%, con una pressione ribassista ancora dominante. I venditori continuano a spingere i prezzi verso il minimo annuale in area 1,1507, che rappresenta il target di brevissimo periodo, dove un eventuale break deciso di questo livello potrebbe intensificare il momentum bearish, aprendo la strada a un’estensione verso il livello chiave 1,1400, prossimo obiettivo per le posizioni SHORT.

Sul fronte opposto, un ritorno della pressione rialzista verrebbe confermato solo in caso di chiusura sopra 1,1600, livello chiave che segnerebbe un primo cambio di struttura. In tal caso, le resistenze successive si collocano in area 1,1650 e sul livello annuale 1,1692, che rappresentano i principali target per uno scenario long.

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Sull'Autore

Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.

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