Il cambio euro dollaro oscilla in territorio negativo sotto 1,1500, appesantito dall'avversione al rischio e dall’ingresso degli Houthi nella guerra USA-Iran.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in territorio negativo, stabilizzandosi sotto il livello chiave 1,1500 e confermando una struttura debole nel breve periodo. Il fiber consolida le perdite accumulate nelle ultime settimane, in un contesto dominato da un crescente pessimismo sui mercati globali e da una progressiva rivalutazione dei rischi geopolitici.
Il principale driver della debolezza dell’euro dollaro è rappresentato dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Gli investitori stanno iniziando a prezzare uno scenario più duraturo, abbandonando l’idea di una risoluzione rapida. Questo cambiamento di aspettative ha un impatto diretto sul sentiment, aumentando la domanda di asset rifugio e favorendo il biglietto verde.
Un elemento chiave è rappresentato dal mercato energetico. I prezzi del petrolio restano elevati a causa delle tensioni e delle difficoltà nei principali snodi logistici globali. Per l’Eurozona, fortemente dipendente dalle importazioni di energia, questo rappresenta un fattore negativo rilevante. L’aumento dei costi energetici incide sulla crescita economica e alimenta pressioni inflazionistiche, creando un contesto complesso per la politica monetaria.
Inoltre, il coinvolgimento degli Houthi nel conflitto e il rischio di interruzioni nel traffico amplificano ulteriormente queste dinamiche. Questo passaggio strategico è fondamentale per il commercio globale di petrolio e la sua eventuale chiusura o limitazione potrebbe avere effetti significativi sull’economia internazionale. Il mercato sta quindi incorporando un premio per il rischio più elevato, che si riflette anche nel rafforzamento del dollaro USA e di conseguenza alla discesa del fiber.
In questo scenario, i tentativi di recupero dell’euro dollaro restano limitati. Anche le dichiarazioni più concilianti da parte delle autorità politiche non riescono a modificare il sentiment degli investitori, che rimane orientato alla prudenza. Il risultato è un mercato che privilegia la sicurezza rispetto al rendimento, penalizzando valute più esposte al ciclo economico.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1494, in calo dello 0,14%, e si trova in una fase di consolidamento sotto il livello annuale 1,1507. Questo livello rappresenta uno snodo tecnico rilevante, dove una permanenza al di sotto suggerirebbe il ritorno della pressione ribassista, dopo il tentativo fallito di stabilizzazione sopra il livello chiave 1,1600. Una conferma del consolidamento sotto 1,1500 potrebbe rafforzare il controllo dei venditori, aprendo la strada a un’estensione verso il supporto di 1,1400, che al momento rappresenta il principale obiettivo SHORT.
Al contrario, un recupero della pressione rialzista richiederebbe una chiusura decisa sopra il livello annuale 1,1507. In tal caso, il cambio potrebbe tentare nuovamente l’attacco al livello chiave 1,1600; un eventuale breakout di questo livello favorirebbe un’estensione del movimento verso il livello annuale 1,1692.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.