Il cambio euro dollaro cede i guadagni precedenti scambiando a volumi bassi e con gli occhi puntati sull'Ucraina e sui dati macroeconomici.
Il prezzo dell’euro dollaro ha perso i guadagni accumulati nelle prime ore della giornata, stabilizzandosi intorno a quota 1,1625 nelle prime ore di sessione statunitense. L’azione dei prezzi resta incerta, con un mercato che oscilla in un range ristretto in un inizio settimana caratterizzato da bassi volumi e dall’assenza di dati macro di grande rilievo. Gli operatori del fiber guardano con attenzione a due fattori principali: i dati dell’inflazione statunitense di luglio e i colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia.
Le speranze di un accordo diplomatico per porre fine alla guerra in Ucraina hanno offerto un sostegno parziale all’EURO. L’attenzione è rivolta all’incontro previsto tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin, mentre i leader europei continuano a spingere per includere anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nei negoziati. Un eventuale passo avanti sul fronte diplomatico potrebbe ridurre l’avversione al rischio e influenzare positivamente il sentiment sull’euro dollaro.
Sul fronte europeo, i dati macroeconomici odierni hanno mostrato una conferma delle stime preliminari sull’inflazione italiana, evidenziando un rallentamento delle pressioni sui prezzi. A luglio, l’Indice dei Prezzi al Consumo ha registrato una contrazione mensile dell’1%, mentre il dato annuo è sceso all’1,7% dall’1,8% di giugno. Tuttavia, il surplus commerciale italiano è diminuito a 5,40 miliardi di euro, al di sotto delle aspettative di 7,12 miliardi, segnalando una domanda esterna meno robusta del previsto.
Dall’altra parte dell’Atlantico, il focus principale è sui dati dell’indice dei prezzi al consumo (IPC) degli Stati Uniti, in uscita martedì. Un dato superiore alle attese potrebbe spingere al ribasso il fiber, alimentato dai timori che l’impatto dei dazi doganali si rifletta in un’inflazione più persistente e riducendo le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1654, in calo dello 0,15%, e sembra porre le basi per un nuovo movimento ribassista, favorito da un possibile rimbalzo in prossimità del livello annuale 1,1655. In caso di conferma del ribasso, è probabile che gli orsi intensifichino la pressione, puntando almeno al livello chiave di 1,1600; una rottura di quest’ultimo aprirebbe la strada a ulteriori discese, con obiettivo principale sul livello annuale 1,1554.
Sul fronte opposto, un proseguimento del rialzo si configurerebbe solo con una chiusura sopra il livello annuale 1,1655. In tale scenario, i tori potrebbero spingere l’euro dollaro prima verso il livello chiave di 1,1700 e successivamente fino al livello annuale 1,1759.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.