Il cambio euro dollaro si consolida sotto il livello annuale 1,1692 dopo il discorso con toni più morbidi di Trump a Davos, con gli investitori che ora attendono il rilascio dei dati macroeconomici statunitensi.
Il prezzo dell’euro dollaro si muove in una fase di consolidamento sotto il livello annuale 1,1692, riflettendo un equilibrio temporaneo tra la valuta unica e il biglietto verde dopo la forte volatilità dei giorni precedenti. Dopo il massimo settimanale a 1,1769 registrato martedì, il fiber ha corretto fino in area 1,1670, prima di trovare nuovamente stabilità grazie al miglioramento del sentiment sui mercati finanziari.
Il principale catalizzatore di questo riequilibrio è arrivato dal fronte politico. Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Trump a Davos hanno segnato un cambio di tono rispetto alle tensioni dei giorni precedenti. Trump ha attenuato le sue minacce nei confronti dei partner europei, ritirando l’ipotesi di nuovi dazi e, soprattutto, escludendo un’azione militare legata alla questione della Groenlandia. Successivamente ha annunciato, attraverso i suoi canali social, l’esistenza di un accordo quadro con la NATO sul futuro dell’isola. Sebbene i dettagli dell’intesa non siano stati resi noti, il messaggio politico è stato chiaro: la fase di scontro frontale con l’Europa è stata messa in pausa.
Con le tensioni geopolitiche momentaneamente ridimensionate, l’attenzione degli operatori torna ora sui fondamentali macroeconomici, che nei prossimi giorni potrebbero rappresentare il vero driver per il fiber. I riflettori sono puntati sull’Indice dei Prezzi della Spesa per Consumi Personali (indice PCE), il dato sull’inflazione preferita dalla FED. Questo dato è cruciale perché fornisce indicazioni dirette sulle pressioni sui prezzi dal punto di vista dei consumatori e quindi sulle future decisioni di politica monetaria. Se l’indice PCE dovesse confermare un’inflazione ancora persistente, rafforzerebbe l’idea di una FED prudente e meno incline a tagliare i tassi nel breve termine, mettendo pressione all’euro dollaro. Al contrario, un dato più morbido potrebbe riaccendere le scommesse su un allentamento monetario e favorire un nuovo apprezzamento del fiber.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1687, mantenendosi sulla parità sotto il livello annuale 1,1692. Un eventuale consolidamento al di sotto di quest’area rafforzerebbe l’ipotesi di una pressione ribassista, con i venditori pronti a spingere il prezzo verso il supporto chiave 1,1600, zona che rappresenta l’ultimo importante SWING di acquisto.
Sul fronte opposto, una chiusura giornaliera netta sopra il livello chiave 1,1700 segnalerebbe il ritorno della forza dei compratori, aprendo spazio a un’estensione del movimento prima verso 1,1750 e successivamente verso il livello psicologico 1,1800.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.