Il cambio euro dollaro arretra su nuovi minimi relativi e guarda già al supporto di 1,1450. Le prospettive di ripresa sono ancora piuttosto scarse.
Il cambio euro dollaro ha subito ancora un altro forte arretramento, a causa del rafforzamento del dollaro USA che giunge come conseguenza di una guerra, quella in Iran, il cui termine non pare tanto vicino come il Presidente Trump tende a ribadire in ogni sua apparizione.
Il rally dei mercati petroliferi, che si traduce in prezzi dell’energia più elevati, non potrà non imporre una maggiore pressione sulle economie dell’Eurozona, con conseguenze rilevanti sull’inflazione e sulla produzione industriale. Di conseguenza, la moneta unica europea si è indebolita ulteriormente e persino il livello di supporto a 1,15 ha ceduto.
Sotto questo target, ci attendono ora i livelli di supporto a 1,1465 e 1,1450.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1473 e l’indice del dollaro USA ha appena superato i 100 punti.
Il cambio euro dollaro passa di mano appena sopra quota 1,1465, nuovo supporto da monitorare in vista della chiusura settimanale odierna. Con il raggiungimento dei 100 punti per l’indice del dollaro USA, la moneta unica europea è sotto estrema pressione e le prospettive di ripresa si fanno sempre più ridotte.
Ulteriori arretramenti potrebbero causare la definitiva rottura dei supporti a 1,1465 e 1,1450, riportando il cross su nuovi minimi relativi anche fino (e oltre) il livello di 1,14.
A sostenere il dollaro USA, tra le altre cose, è l’idea che la Fed sarà costretta a mantenere i tassi inalterati per combattere l’inflazione che scaturisce dall’incremento dei prezzi del petrolio. Per garantire al cambio euro dollaro una pur minima ripresa, occorrerebbero nuove e più credibili dichiarazioni su una fine del conflitto in Iran, o un arretramento dei prezzi dei futures sul petrolio greggio, che a loro volta farebbero ritracciare l’indice del dollaro USA.
Il calendario economico di oggi si concentra sulla produzione industriale dell’Eurozona e prosegue con una stima sulla crescita del PIL statunitense e sull’indice PCE.
Attenzione poi all’aggiornamento sulle offerte di lavoro JOLTs negli Stati Uniti.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.