Il cambio euro dollaro si è spinto sui minimi mensili a 1,1520 e potrebbe confermare la tendenza fin sotto quota 1,15.
Poco prima della scorsa chiusura settimanale, il cambio euro dollaro ha subito un arretramento significativo, lasciando sul terreno circa lo 0,75% e scivolando in area 1,1520. La discesa ha spinto il Fiber su nuovi minimi mensili, i più bassi registrati da Marzo 2026, confermando la fragilità del quadro tecnico.
L’impostazione attuale lascia spazio a un possibile consolidamento dei ribassi sotto 1,16 anche nella settimana che si apre oggi, con un sentiment ancora sbilanciato a favore del dollaro.
Un recupero stabile oltre 1,16 rimarrebbe invece subordinato a un progresso tangibile nei colloqui di pace tra USA e Iran, accordo che continua a tardare nonostante un generale raffreddamento delle tensioni. In assenza di sviluppi concreti, la pressione ribassista potrebbe dunque mantenersi prevalente.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1530.
Il cambio euro dollaro ha evidenziato chiari segnali di debolezza sul finire della scorsa settimana, complice anche la pubblicazione di dati particolarmente robusti sul mercato del lavoro statunitense, che hanno rafforzato ulteriormente il dollaro e appesantito il quadro tecnico del Fiber.
La struttura ribassista rimane dominante e la permanenza sotto 1,16 continua a suggerire l’avvio di una fase più marcatamente bearish per il cross. Un’eventuale rottura del supporto a 1,1520 aprirebbe infatti la strada a discese più profonde, con spazio per estensioni verso 1,15 e, successivamente, verso nuovi minimi relativi collocati nell’area 1,1450–1,14, zona che rappresenterebbe il vero banco di prova per la tenuta del trend di medio periodo.
In questo contesto chiaramente orientato al ribasso, il mercato non sta ancora prezzando l’impatto potenzialmente positivo di un accordo di pace tra USA e Iran. Il raggiungimento di un’intesa concreta potrebbe infatti innescare un indebolimento del dollaro (recentemente sostenuto dal suo ruolo di valuta rifugio durante il conflitto) consentendo così all’euro di recuperare parte del terreno perduto.
Fino a quel momento, tuttavia, la pressione ribassista resterà l’elemento dominante.
Il calendario economico odierno non offre dati macro di particolare rilievo, fatta eccezione per gli ordinativi industriali in Germania. Nel corso della settimana, tuttavia, altri indicatori potranno catalizzare l’attenzione dei mercati.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.