Il cambio euro dollaro passa di mano appena sopra 1,14, solo in lieve ripresa dall'ultima chiusura sui minimi relativi.
Il cambio euro dollaro passa di mano intorno ai suoi minimi relativi, dopo aver toccato in chiusura settimanale, venerdì scorso, quota 1,1414. Si è trattato di un ribasso settimanale piuttosto corposo, che ha portato le quotazioni sui minimi da Luglio 2025.
L’andamento tecnico rimarrà quasi certamente fortemente ribassista, salvo sorprese legate al conflitto in Iran. A pesare sul cross è l’indice del dollaro USA in gran ripresa, proprio a causa della guerra, che fa dirottare risorse su asset più sicuri come il biglietto verde, a discapito della moneta unica europea. Se si considera poi l’impatto del costo energetico sulle già fragili economie dell’Eurozona, è evidente che il sentiment globale sia piuttosto avverso al Vecchio Continente.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1436, solo in lievissima ripresa.
Il cross potrà certamente tentare una ripresa dopo il raggiungimento dei nuovi minimi relativi. Ritengo però che le prospettive di recupero vadano seriamente limitate sul livello di 1,15 o 1,1520 al massimo. Un ritorno fino al supporto di inizio marzo, a 1,16, appare molto poco probabile.
In questo contesto, diventa necessario soffermarsi sullo scenario più marcatamente ribassista. Il livello attuale colloca il cambio in una zona di ipervenduto ormai evidente; già in area 1,1420, in condizioni di mercato più equilibrate, sarebbero potuti scattare i classici tentativi di rimbalzo tecnico. Tuttavia, questo naturale movimento correttivo viene ostacolato da un quadro macroeconomico e geopolitico che grava in modo sproporzionato sull’Eurozona.
Il rafforzamento dell’indice del dollaro USA (alimentato anche dal rialzo delle materie prime energetiche) priva l’euro di valide ragioni tecniche per un recupero. A ciò si aggiunge l’incertezza legata al conflitto in Iran, che potrebbe protrarsi e incidere progressivamente sulle prospettive di crescita delle economie europee, riducendo ulteriormente l’appeal della valuta unica.
Il calendario economico di oggi non ospiterà alcun dato di rilievo per l’Eurozona. I market movers di maggiore interesse sono rappresentati solo dall’indice manifatturiero e dalla produzione industriale negli Stati Uniti.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.