Prima industrie S.p.A. è la capogruppo della Prima industrie e, quotata in borsa dal 1999, occupa una posizione predominante nell’industria mondiale dei “sistemi laser per applicazioni industriali e macchine per la lavorazione della lamiera, oltre a elettronica industriale, sorgenti laser e soluzioni per l’additive manufacturing”[1].
Una società forte, contro il rallentamento dei mercati
A fine settembre, il CdA dell’azienda si era riunito per approvare i dati della trimestrale, dati che evidenziano un balzo sull’utile netto del 19%, corrispondente a 14,4 milioni di Euro nei primi nove mesi del 2018. Il Presidente del Gruppo, Gianfranco Carbonato, ha commentato: “Il Gruppo per l’intero esercizio si attende di confermare la crescita, con una redditività almeno in linea con lo scorso esercizio ed un portafoglio ordini stabile rispetto alla chiusura del 2017. La situazione finanziaria, grazie anche al recente rifinanziamento del debito a medio-lungo termine, rimane solida e si prevede per la fine dell’anno un miglioramento dell’indebitamento netto rispetto a quello attuale. Il rallentamento di alcuni mercati ed il contesto di generale incertezza al momento non pregiudicano gli obiettivi di redditività per il 2019, basati su driver di crescita che rimangono tuttora validi e sulle azioni di contenimento dei costi intraprese”.
Allo stesso tempo Prima Industrie S.p.A. comunica di aver acquistato nel periodo compreso fra il 15 ed il 20 novembre 2018 n°25.450 azioni proprie per un controvalore complessivo di circa 472.000 euro, detenendo ora, lo 0,58% del capitale sociale.

Il Ftse Italia Star, segmento in cui Prima Industrie è inclusa, registra invece un leggero calo (-0.19%), seguendo la linea degli altri indici, eccezion fatta per lo Small Cap, in positivo (+1,03%). Le ultime raccomandazioni sono di ‘buy’ per Banca IMI e di ‘neutral’ per Banca Akros, che hanno entrambe fissato il prezzo target a 33 Euro.
