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agroecologia

Il termine agroecologia non è recentissimo e per questo non va considerata la moda del momento. Sono disponibili pubblicazioni che risalgono al 1928 (Klages, ‘Crop ecology and ecological crop geography in the agronomic curriculum’). L’agroecologia ha quindi avuto tempo, in quasi un secolo, di definirsi e di trarre vantaggio dalle innovazioni della scienza, alla quale oggi si affida per ottenere quell’autorevolezza e riconoscimento necessari a una sua maggiore affermazione sociale e politica, oltre che sul piano del vantaggio economico che potrebbe generare.

L’agricoltura convenzionale monocolturale dimostra i suoi limiti non solo a causa degli impatti ambientali che comporta (utile da leggere: Impatto del cambiamento climatico sull’economia globale e locale), ma anche perché impoverisce il terreno e lo riduce a polvere nel giro di pochi decenni non consentendo più ulteriore agricoltura su di esso.

Ecco quindi l’importanza anche per un investitore di conoscere l’agricoltura ecologica, è necessario sappia che se investe in materie prime agricole – soia, caffè, grano… – attraverso multinazionali che praticano la monocoltura intensiva, nel giro dei prossimi pochi decenni il settore potrebbe manifestare tutta la sua incapacità nel continuare a produrre, non tanto cibo (ne producono già poco) ma profitto. E i segnali di incapacità si sono già manifestati, del resto perché è stata bruciata l’Amazzonia se non per fare posto a nuovi terreni monocolturali che soppiantano quelli non più capaci di produrre?

Perfetto, ma cos’è l’agroecologia? Facciamocelo dire da chi la pratica.

Cos’è l’agroecologia?

Secondo uno studio condotto dai membri del CIDSE, una organizzazione non governativa con sede a Bruxelles, si possono delineare tre volti dell’agroecologia che aiutano a definirla. L’agroecologia è :

  1. “Un approccio di ricerca scientifica che implica uno studio olistico degli agrosistemi e dei sistemi alimentari;”
  2. “una serie di principi e di pratiche che migliorano la resilienza e la sostenibilità dei sistemi alimentari e agricoli preservando al tempo stesso l’integrità sociale;”
  3. “un movimento sociopolitico, che si concentra sull’applicazione pratica dell’agroecologia, e che cerca nuovi modi di considerare l’agricoltura, la lavorazione, la distribuzione e il consumo di prodotti alimentari, e i suoi rapporti con la società e la natura.”

L’agroecologia si fonda sulla sovranità alimentare, la quale deve essere nelle mani delle persone e degli agricoltori, la pratica non deve essere guidata ma sostenuta dalla scienza e dalla politica.

Questi i fondamenti dell’agricoltura ecologica, che come si comprende cozzano con gli interessi delle grandi imprese multinazionali dell’agricoltura il cui scopo è creare un business capace di generare ricchezza anche per gli investitori.

L’agroecologia effettivamente ribalta la situazione e restituisce ai singoli un terreno, indipendenza alimentare e sicurezza alimentare (food security) e maggiore ricchezza individuale.

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Agricoltura industriale versus Agroecologia?

Quindi dobbiamo considerare le due visioni opposte? Vi è sempre una terza via percorribile e altri ambiti lo dimostrano.

Vedasi in ambito energetico lo sviluppo delle smart grid, che delocalizzano la produzione e gestione della corrente elettrica. Questo processo non escluderà necessariamente i gestori energetici dalla produzione di corrente e non farà mancare ai rispettivi investitori guadagni, anzi.

Bisogna assumere come principio, in questa fase storica che viviamo, che la decentralizzazione è vista come un nuovo modello economico: produzione in loco dell’energia elettrica, produzione locale del cibo, ecc.

Non è il modello economico dell’accentramento e della delocalizzazione che produrranno ricchezza per tutti.

Se pensiamo alle criptovalute, vediamo che i mezzi di pagamento si decentralizzano. In questo caso esse ci uniscono a livello globale attraverso una rete digitale, e ciò è positivo perché favorisce la connessione tra realtà locali molto distanti tra loro, ma intenzionate a scambiarsi prodotti.

Lo stimolo dell’agroecologia

L’agroecologia piuttosto che come nemico, dovrebbe essere accolta dall’investitore come una opportunità di investimento alternativa.

Lo sviluppo dell’agricoltura ecologica, infatti, si diffonderà maggiormente nei prossimi decenni e tali attività avranno bisogno di mezzi agricoli, anche se alternativi rispetto a quelli che si utilizzano nella coltivazione intensiva.

Bisognerà inventare e trovare nuove soluzioni per facilitare l’attività lavorativa dell’agricoltore che pratica l’agroecologia. Ciò aprirà nuove strade al business e agli investitori, perché serviranno imprese per progettare e produrre nuovi strumenti agricoli e investitori che credono nell’innovazione apportata dal settore.

Va tenuto conto anche un altro aspetto dell’agroecologia, essa è comunitaria e coinvolge molte persone. Ciò significa che gli strumenti agricoli necessari non sono nell’ordine di poche unità, rendendo quindi appetibile a livello industriale la loro produzione.

In definitiva, ci saranno meno trattori da vendere e più strumenti agricoli innovativi ancora tutti da inventare.

…permette lo sviluppo di tecnologie appropriate fatte su misura per i bisogni e le circostanze di specifiche comunità di agricoltori, contadini, popolazioni indigene,…” (I Principi dell’agroecologia, CIDSE).

Le ‘parole’ dell’agroecologia

Un aiuto per meglio inquadrare l’agroecologia lo fornisce la FAO attraverso una guida in 15 pagine che individua le parole, gli elementi chiave dell’agricoltura ecologica che come detto non è più mera produzione di cibo ma coinvolge integralmente la società intorno a essa.

Gli elementi sono i seguenti:

  • diversità e non più monocoltura perché garantisce sicurezza alimentare per tutti;
  • condivisione delle conoscenze attraverso un processo partecipativo;
  • sinergie lungo la catena di produzione e distribuzione del cibo a livello locale;
  • efficienza ottenuta usando meno risorse esterne provenienti da lontano;
  • riciclo degli scarti per costi economici e ambientali inferiori;
  • resilienza delle persone e delle comunità perché maggiormente indipendenti da un punto di vista alimentare;
  • diffusione delle tradizioni culinarie locali;
  • gestione responsabile che coinvolge gli attori locali, nazionali e globali;
  • economia circolare e solidale per ripristinare il collegamento diretto tra produttore e consumatore, creando soluzioni innovative e nuove attività economiche.

L’agroecologia funziona davvero?

Secondo gli studi condotti in vari territori l’agroecologia rende il doppio rispetto all’agricoltura tradizionale e molto di più rispetto all’agricoltura industrializzata.

Da un punto di vista occupazionale offre lavoro alle aree rurali e periurbane, ed offre una fonte di reddito alle famiglie che abitano in città e dispongono di un piccolo terreno o che possono accedere a terreni pubblici.

I benefici dell’agroecologia per l’agricoltura

Gli studi mettono in luce anche che tale approccio all’agricoltura contrasta il cambiamento climatico – che minaccia anche gli investimenti –, e migliora l’uso dell’acqua (sempre più scarsa) e consente alle coltivazioni di essere più resistenti alle malattie, evitando l’uso di pesticidi che in alcuni casi non sono più efficaci contro parassiti diventati resistenti.

Riferimenti utili

Alcuni link che possono aiutare ad approfondire l’argomento:

Concludendo

Di fronte alle società che cambiano, l’approccio dell’investitore dovrebbe essere quello di chi accetta la sfida e “scommette” sulla bontà dei progetti di cambiamento più validi e promettenti.

Se non fosse così, del resto, non esisterebbero molte delle imprese e dei settori che oggi fanno la ricchezza di chi vi ha investito credendoci.

Ostacolare l’agricoltura ecologica non è la strategia giusta per l’investitore, perché rischia di perdere i guadagni di domani.

Chi ha osteggiato o negato il cambiamento climatico ora corre ai ripari e trasforma la propria industria non per apparire “amico dell’ambiente” agli occhi dei clienti, ma perché ad essere minacciato dall’emergenza climatica è il suo intero business.

Meglio non rincorrere, ma anticipare, perché è così che si colgono le migliori opportunità d’investimento.

Ora potrebbe interessarti il ‘Cloud computing e le società su cui investire: la guida’.

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