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OCSE e FMI contro il Governo Italiano: Quota 100 e reddito di cittadinanza minacciano la crescita

Da:
Alberto Ferrante
Pubblicato: Apr 3, 2019, 11:52 UTC

FMI e OCSE criticano ancora le scelte del Governo. Quota 100 e Reddito di Cittadinanza potrebbero rallentare la crescita, incrementando il debito pubblico. Il rischio è che le misure temporanee ideate dal Governo possano acuire delle disparità sociali e incoraggiare il lavoro in nero. La crescita è dunque ancora a rischio, ma questa volta l'Italia potrebbe avere compagnia.

OCSE e FMI contro il Governo Italiano: Quota 100 e reddito di cittadinanza minacciano la crescita

Gli organismi economici internazionali continuano a ricusare le scelte del governo italiano, ritenute rischiose per la crescita di breve e medio periodo. È il caso di Quota 100, che prevede un abbassamento dell’età pensionabile a 62 anni con la condizione che siano stati versati almeno 38 anni di contributi.

Questa manovra tanto cara al governo in carica, secondo L’OCSE, potrebbe rallentare la crescita e ridurre l’occupazione tra i lavoratori più anziane, spingendo, per finire, a un vistoso incremento del debito pubblico. Giovanni Tria ha difeso il provvedimento, sottolineando come si tratti di una manovra necessaria, considerata l’età media dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Il risultato andrà chiaramente monitorato, favorendo un efficiente ricambio generazionale, ma il Ministro dell’Economia è ancora fiducioso.

L’OCSE ha presentato il suo report a Roma. Le stime per l’immediato futuro sono ancora poco rassicuranti: l’Italia riporterà un PIL in contrazione del -0,2% nel 2019, per poi crescere a non oltre lo 0,5% nel 2020. Il rapporto debito/PIL toccherà il 134% nel 2019 e il 135% nel 2020.

Per quanto concerne il reddito di cittadinanza, il parere dell’OCSE è più tiepido, ma resta legato a un forte scetticismo con riferimento ai conti pubblici. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ritiene infatti che la misura temporanea adottata dal Governo debba essere supportata da miglioramenti strutturali nella formazione e nella ricerca di lavoro. Ma il rischio, ancora una volta, è che il reddito di cittadinanza possa incoraggiare l’occupazione informale e creare trappole della povertà.

Per questa ragione, viene consigliato, nel report, di ridurre progressivamente il sussidio e introdurne uno parallelo e complementare per i lavoratori occupati con basso reddito, così da incoraggiare la ricerca attiva e il mantenimento di un lavoro formale.

L’Organismo ha infatti calcolato che il tenore di vita degli italiani è risultato fermo, secondo le rilevazioni, ai primi anni 2000. A mutare, sono state solo le disparità regionali, ampliatesi ulteriormente. Il tasso di disoccupazione potrebbe salire ancora per tutto il 2019, superando il 12%.

A pesare particolarmente sulla valutazione negativa del sistema occupazionale italiano è l’analisi sulla qualità del lavoro e sulla retribuzione: per L’OCSE l’elevata emigrazione di giovani lavoratori è specchio di una struttura economica troppo debole, in cui la discrepanza tra gli impieghi e le qualifiche è particolarmente elevata, soprattutto se raffrontata su scala internazionale.

Ad accostarsi al monito dell’OCSE è anche il Fondo Monetario Internazionale, che ha riscontrato una crescita negativa per l’Italia anche nel periodo compreso tra Gennaio e Marzo 2019. Il Paese si troverebbe in una situazione particolarmente delicata, in quanto impreparato e particolarmente vulnerabile di fronte ai rischi che gravano sull’Unione Europea, Brexit in primis.

Ma in questo caso, la sorte potrebbe essere condivisa con la maggior parte degli Stati dell’Unione. Christine Lagarde non scorge all’orizzonte una recessione globale, ma fa notare che la crescita resta sottoposta a gravi vulnerabilità, rappresentate principalmente dai tesi rapporti commerciali tra gli Stati Uniti e le altre potenze, che potrebbero acuire il disequilibrio da sempre ravvisato all’interno dell’Unione Europea

Sull'Autore

Dopo la laurea in Economia Aziendale a Catania inizia a scrivere per diverse testate, prevalentemente di cultura, tecnologia ed economia. Con stretto riferimento alla collaborazione con FX Empire, iniziata nell’Aprile del 2018, ha curato una rubrica su analisi di premarket in Europa, prima di concentrarsi su analisi tecnica di materie prime, cambi valutari e criptovalute.

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