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Le borse si muovono in rialzo grazie al prezzo del petrolio, che sostiene le azioni delle compagnie minerarie

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David Becker
Aggiornato: Mar 15, 2017, 13:53 GMT+00:00

Le borse europee seguono un andamento vario, con i rialzi guidati dall'Ibex e dal Ftse Mib. Grazie all'aumento del prezzo del Wti, che raggiunge i 48,60$

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Le borse europee seguono un andamento vario, con i rialzi guidati dall’Ibex e dal Ftse Mib. Grazie all’aumento del prezzo del Wti, che raggiunge i 48,60$ al barile, i titoli delle compagnie minerarie si muovono in rialzo. Il Dax si attesta intorno a quota 12000, mentre il Ftse 100 guadagna lo 0,27%. Le borse asiatiche hanno sperimentato un andamento vario, con il Nikkei che ha chiuso in ribasso dello 0,16%, mentre l’Asx è salito dello 0,26%. Le borse statunitensi si muovono in rialzo, mai gli investitori si tengono ai margini in attesa della decisione della Fed sui tassi di interesse e dell’esito delle elezioni nei Paesi Bassi.

Il Wti è aumentato dell’1,7% per raggiungere i 48,58$, muovendosi in rialzo dal minimo di più di tre mesi dei 47,22$ toccato nella giornata di ieri. I dati dell’Api hanno mostrato un’inattesa diminuzione delle scorte nella scorsa settimana, pari a 0,5 milioni di barili. Si attendeva, invece, un aumento di 3,7 milioni di barili. Le scorte di benzina e distillati sono diminuite più del previsto. Tali contrazioni hanno contribuito a bilanciare il rapporto pubblicato dall’Opec nella giornata di ieri, che ha mostrato un inatteso incremento delle scorte mondiali di greggio e della produzione dell’Arabia Saudita.

In Francia, l’inflazione è risultata coerente con le aspettative

In Francia, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo si è, come previsto, confermato all’1,4% annuo, in calo rispetto all’1,6% del mese precedente. Il dato segna una significativa deviazione dalla tendenza generale dell’Eurozona e mostra il netto aumento del prezzo dei cibi freschi che deriva dal lungo e rigido inverno, causa dell’incremento del prezzo dei generi alimentari in tutta Europa. I prezzi sono aumentati più del previsto in Spagna, Germania e Italia. Come si attendeva, l’inflazione dei prezzi dell’energia è salita, sebbene soltanto su base annua, con il dato mensile rimasto invariato dopo l’aumento del 4,5% registrato a gennaio. Il tasso annuale è stato trattenuto dal netto calo dei prezzi dei prodotti dell’industria manifatturiera, in particolare abiti e scarpe, diminuiti del 3,0% annuo a febbraio dopo essere saliti del 5,1% annuo a gennaio.

Negli Stati Uniti, l’indice dei mutui Mba segna un incremento del 3,1%, che si accompagna all’aumento del 2,3% dell’indice degli acquisti e a quello del 4,1% dell’indice di rifinanziamento per la settimana conclusasi il 10 marzo. Curiosamente, tali aumenti  si registrano nonostante l’incremento di dieci punti base del tasso dei mutui trentennali a tasso fisso, salito al 4,46% a seguito dell’audizione di Yellen innanzi al Congresso e dei dati decisamente positivi sull’occupazione di febbraio. Ciò suggerisce che la domanda di finanziamenti a scopo abitativo rimane elevata grazie alla riduzione della disoccupazione e all’aumento dei redditi, dati che potrebbero bilanciare la crescita dei prezzi delle abitazioni e dei mutui abitativi.

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