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David Frank

La notizia della mattinata, scanso ulteriori aggiornamenti, è di sicuro la grande occasione mancata nel report occupazionale Australiano. Gli operatori si aspettavano una variazione positiva di 15.200 unità quando il report ha fissato un negativo di 9.800, ed è seguito l’ovvio disappunto dei mercati. La valuta australiana (AUD) ha immediatamente perso terreno rispetto alle altre, e continua a deprezzarsi mentre scriviamo. La RBA (Reserve Bank of Australia) è quindi sul chi vive, di sicuro si aspettavano un dato positivo sul versante occupazionale. In ogni caso la chiave di comprensione sarà data dall’Indice dei Prezzi al consumo (CPI) che esprimerà la reale vitalità dell’economia in generale, atteso con ansia dalla RBA nella speranza che non deluda.

L’altra notizia della nottata è stata la conferenza stampa tenuta dal Governatore della Bank Of Canada (BOC), durante l’incontro ha comunicato che potrebbero alleggerire i tassi di interesse, opzione che prenderanno seriamente in considerazione se i dati attesi non mostreranno un deciso rafforzamento nell’export e dell’economia in generale. Ciò ha sorpreso non poco i mercati, determinando durante la notte una corsa alla vendita del Dollaro Canadese (CAD), spingendo così il cambio USD/CAD oltre 1.3100, mentre scriviamo il cambio sopraddetto si attesta a 1.3169.

Questa mattina si è tenuto anche il terzo dibattito presidenziale statunitense che, a parte la solita macchina del fango messa in moto da ambo gli schieramenti, non ha aggiunto realmente nulla a quanto già sentito, ed i mercati quindi non ne sono stati influenzati, eccezion fatta per il Peso Messicano che si rafforza poiché gli investitori hanno avuto la percezione che Trump abbia perso un altro “scontro”. Questo sarà l’ultimo dibattito prima delle elezioni, e la sensazione è che i mercati oramai ne abbiano abbastanza e non vogliano altro che la questione si chiuda.

Per oggi, abbiamo il tasso di interesse minimo della BCE e la conferenza stampa della BCE a seguire, probabilmente questo provocherà volatilità nei cambi collegati all’euro caratterizzati da indice minimo e da una risposta pigra alla generale irrequietezza dei mercati a cui non hanno reagito a tempo debito.

Qualsiasi riferimento al tapering del QE (ritiro graduale degli acquisti di bond prima della scadenza del Quantitative Easing) non farà altro che spingere l’euro al rialzo rispetto alle altre valute, in ogni caso seguiremo attentamente la conferenza e la risultante price action per trovare una rotta da seguire nel breve termine.

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