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David Frank

Le ultime due settimane del terzo trimestre hanno visto i trader di tutti i mercati finanziari,compreso il Forex, dedicare molta attenzione all’Opec e al suo incontro informale di Algeri e alla Russia. L’influenza esercitata dalla decisione del Fomc sull’andamento del dollaro è stata scarsa: al momento, un innalzamento dei tassi di interesse nel corso dell’anno pare una vana speranza. Le notizie che giungono da Algeri parlano di delusione, con l’Iran che rifiuta di limitare la propria produzione e l’Arabia Saudita che non intende ridurre l’attività produttiva se Teheran non farà altrettanto.

Attualmente, l’Opec è al centro dell’attenzione e lo sarà nuovamente a novembre, in occasione del vertice ufficiale di novembre, durante il quale potrebbero riprendere le discussioni sulla limitazione della produzione. In base ai dati pubblicati dall’Aie nella giornata di martedì è possibile affermare che l’eccesso di offerta prevarrà sulla domanda fino a tutto il 2017. I trader di valute, materie prime e strumenti correlati al petrolio devono tenere ben presente questo avvertimento.

La giornata di oggi vedrà il probabile fallimento dell’incontro dell’Opec e la pubblicazione dei dati del Dipartimento dell’Energia esercitare pressione al ribasso non soltanto sul petrolio, ma anche sulle valute a esso collegate, come la coppia USD/CAD.

Ulteriori sviluppi al ribasso potrebbero derivare da un posizionamento istituzionale che le aggressive prospettive ribassiste non hanno visto dal settembre del 2015. Le opzioni put al ribasso, acquistate quando i trader intendono vendere a un prezzo più alto di quello che, a loro parere, il mercato raggiungerà, sono aumentate a livelli che non si registravano da due anni. Sui grafici, questa esposizione al ribasso può portare il mercato petrolifero a testare quotazioni cruciali.

Questo grafico sul Wti mostra diverse prospettive tecniche contrastanti. La pressione sui fondamentali favorisce una spinta al ribasso. Soltanto un’inversione dei temi, come un deprezzamento del dollaro, il mancato raggiungimento di un accordo sulla riduzione dell’eccesso di offerta da parte dell’Opec con un prezzo (alla chiusura giornaliera) di nuovo al di sopra dei 50$ al barile potrebbe modificare i grafici in un modello rialzista. Così è stato durante la seconda metà dell’anno. Vi è una potenziale formazione rialzista a testa e spalle che conferma, con un una chiusura giornaliera al di sopra dei 50$.

Il grafico mostra che il greggio si assesta esattamente nel mezzo della gamma di oscillazione di agosto. Il modello ha annullato l’azione del prezzo di settembre. La prima barriera al ribasso cui prestare attenzione è sui 49,10$. Una chiusura giornaliera al di sotto di tale quotazione porterebbe a testare la successiva barriera al ribasso a 39,21 o 39,30$ al barile.

In altre parole, il prezzo trova attualmente supporto a 42,75$ al barile. Qualora il petrolio non riuscisse a mantenersi al di sopra di tale quotazione, il supporto scenderebbe, venendosi a trovare tra 40,85$ e 39,21$ o 39,20$. Una simile rottura continuerebbe a far muovere il greggio al ribasso per diverso tempo, con gli elementi fondamentali e tecnici che sostengono questa conclusione.

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