Micron Technology ha perso finora il -35.94% dai massimi: la più ampia correzione da giugno ’24-aprile ’25.
Micron Technology, quotata al Nasdaq con ticker MU, nell’ultimo trimestre fiscale ha registrato ricavi per 41.5 miliardi di dollari, un margine lordo dell’84.9% e un utile per azione di 25.11 dollari, cifre che l’azienda stessa ha definito il miglior trimestre della sua storia. E non si tratta di un picco isolato: la guidance per il trimestre successivo indica ricavi attesi intorno ai 50 miliardi di dollari, margine lordo vicino all’86% e utile per azione stimato attorno ai 31 dollari.
Il motore di questa crescita ha un nome preciso: HBM, la memoria ad alta larghezza di banda che serve a far “respirare” i chip AI più avanzati, incluse le piattaforme di Nvidia. Micron ha già venduto l’intera capacità produttiva HBM prevista per il 2026, prezzo e volumi concordati in anticipo con i clienti. Il mercato di questo tipo di memoria, secondo le stime dell’azienda, dovrebbe passare da circa 35 miliardi di dollari nel 2025 a 100 miliardi entro il 2028, e Micron punta a mantenerne una quota tra il 20 e il 25%.
Detto questo, da qualche settimana il titolo è inserito in una fase di correzione che ha colpito tutto il comparto dei semiconduttori, con perdite anche superiori al 15-17% sull’indice di settore. La ragione non è un problema di domanda per Micron in sé, ma un cambio di umore generale: gli investitori si chiedono se le valutazioni dell’intera filiera AI non abbiano corso troppo, e circolano voci su un possibile rallentamento della produzione HBM da parte di un concorrente coreano, che hanno raffreddato il sentiment su tutto il segmento memoria.
Osservando lo scenario su grafici weekly ad ampia scansione temporale, il dato tecnico essenziale che emerge è il “cambio di passo” ribassista assunto dal titolo dopo il picco del 25/06 scorso, a quota 1255.00. I prezzi hanno perso finora il -35.94%, misurato sui minimi di venerdì 17/07: si tratta della più ampia correzione dal periodo giugno ’24-aprile ’25.
I principali riferimenti di medio periodo, con valenza di almeno 4-6 settimane, sono adesso il supporto a 650.00/655.00, posizionato sui minimi relativi di metà maggio, e la resistenza a 1155.00, posta in corrispondenza di un gap-down lasciato aperto dal titolo tra la fine del secondo trimestre e l’inizio del terzo trimestre 2026.
La migliore ipotesi che si possa avanzare attualmente è quella di un riavvicinamento provvisorio alla resistenza di medio periodo nel corso delle prossime settimane ma, dai grafici di breve periodo, non giungono ancora indicazioni di un imminente esaurimento della pressione ribassista. Durante la settimana dal 20 al 24 luglio dovremo quindi tenere sotto particolare osservazione le resistenze di breve periodo, che mantengono ancora attiva la correzione già in atto.
Dai grafici di breve periodo segnaliamo la presenza di resistenze valide per la settimana entrante a 920.00/930.00 e 1035.00/1050.00, che, in caso di recuperi, costituiranno altrettanti probabili punti di ripartenza del ribasso. Le resistenze proiettano obiettivi al di sotto dell’attuale supporto intermedio più vicino, posto direttamente sui minimi di venerdì 17/07 a 804.00: l’area compresa tra le resistenze di breve periodo e il supporto intermedio è tecnicamente una zona di probabile distribuzione.
Le aspettative sono di ampliamento della debolezza, in prima istanza, fino agli obiettivi già in vigore di quota 750.00/753.00 e 650.00/655.00. Quest’ultimo costituisce un probabile luogo di reazione, almeno provvisoria, dal quale dovremo attendere la formazione di segnali utili per le prossime analisi. Possiamo tuttavia anticipare che i livelli di verifica immediatamente inferiori sarebbero già individuabili a 575.00/577.00 e 540.00/543.00.
Il segnale tecnico short già in vigore rimane valido nel breve periodo solo con prezzi stabilmente inferiori a 1050.00. Prezzi superiori implicherebbero la possibilità concreta di un test della resistenza di medio termine a 1155.00, ma tale scenario è attualmente da considerare il meno probabile.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.