Il prezzo del petrolio greggio WTI arretra ancora e si stabilizza sotto il livello intermedio di 95 dollari. Da qui potrà partire un nuovo allungo o un graduale arretramento, che ritengo sarà piuttosto limitato. Il gas rimane invece piatto.
Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane stabile come previsto, intorno al livello intermedio di 95 dollari al barile. Si tratta di una soglia di prezzo piuttosto cauta, da cui può partire tanto un nuovo allungo verso i 100 dollari (resistenza principale di breve periodo) quanto un nuovo arretramento.
Molto dipenderà dalle novità sulla guerra in Iran, entrata nella sua terza settimana. In assenza di aggiornamenti particolarmente determinanti, una chiusura settimanale sul livello attuale pare assai probabile.
Quanto al gas naturale, invece, le quotazioni rimangono piuttosto piatte sotto i 3,20 dollari. Anche in questo caso, le nostre previsioni stanno trovando conferma in un movimento laterale tutt’altro che vivace e piuttosto prevedibile.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 94,63 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,142 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sul target di 95 dollar, in calo del -1% rispetto alla scorsa chiusura. La stabilizzazione sopra ipotizzata per la sessione odierna potrebbe causare un appiattimento su questi valori appena sotto o sopra il livello di 95 dollari. Guardando però ai minimi delle ultime ore, anche un arretramento leggero sotto i 94 dollari potrebbe agevolare il ritorno sul supporto intermedio di 92 dollari, in uno scenario di più spiccata correzione.
Come già ribadito nelle scorse analisi, in pieno conflitto in Medio Oriente, un calo fin sotto i 90 dollari al barile appare assolutamente inverosimile per il brevissimo termine.
Il prezzo del gas naturale rimarrà quasi certamente appiattito sulla fascia laterale che va dai 3 ai 3,20 dollari. Tentativi di superamento del margine superiore continuano a osservarsi con frequenza, ma le resistenze a 3,35 prima e a 3,50 poi sono riuscite a limitare qualsiasi allungo di rilievo.
Quanto allo scenario ribassista, anche il supporto a 3 dollari si mostra piuttosto elastico e ha spesso lasciata scoperta la strada per i minimi relativi tra i 2,80 e i 2,65 dollari.
Tutti i valori citati fino a questo momento possono essere raggiunti nel brevissimo termine da nuove fluttuazioni laterali del gas naturale, ma lo scenario più plausibile per la chiusura settimanale odierna è quello rappresentato da una stabilizzazione proprio a metà strada tra i 3 e i 3,20 dollari.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.