Il prezzo del petrolio greggio WTI tenta il recupero sulla debolezza del dollaro USA, mentre il gas continua a indugiare in fase laterale.
Il prezzo del petrolio greggio WTI è riuscito a riprendere quota seguendo la rotta ipotizzata nelle scorse previsioni, e nelle prime ore di questa sessione di chiusura weekly si trova sopra i 72 dollari al barile. Il rialzo è stato causato anche da un nuovo calo del dollaro USA
Anche il gas naturale ha ripreso quota, ma in maniera meno incisiva, rimanendo sotto il target di 2,5 dollari.
Per il petrolio, il mantenimento del supporto a 72 dollari si rivelerebbe fondamentale per proseguire al rialzo nella prossima settimana, verso i target successivi. Il gas potrebbe invece continuare a muoversi in fase laterale tra i 2,2 e i 2,5 dollari ancora per l’intera sessione di scambi.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 72,16 dollari al barile, mentre il gas naturale passa di mano a 2,388 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI dovrà dunque mantenere il supporto a 72 dollari per procedere in territorio rialzista, con possibili nuovi allunghi verso i 73,5 dollari.
Tra questi due livelli di prezzo (probabilmente proprio intorno all’attuale di 72$) potremmo attenderci un consolidamento limitato nel tempo, ma necessario per scongiurare nuovi arretramenti.
Al termine, il petrolio greggio sarebbe pronto a compiere il passo decisivo: un nuovo arretramento spezzerebbe il trend rialzista emergente verso i minimi mensili sui 68 dollari, mentre un proseguimento dei rialzi potrebbe proiettare il prezzo in direzione degli EMA a 50 e 200 giorni.
Questi due livelli di prezzo sono ancora molto lontani – rispettivamente a 78,82 e 79,5 dollari – e non mi sento di ipotizzare un loro raggiungimento nel brevissimo termine, ma il prezzo potrà gradualmente avvicinarsi a questi valori dopo il superamento dei 75 dollari al barile.
Prestando fede all’indice RSI, il gas è ancora chiaramente in territorio di ipervenduto e dovrebbe continuare a mostrare debolezza almeno fino al ritorno sopra quota 2,5 dollari.
Sebbene lo scenario più verosimile per la chiusura odierna sia quello di un proseguimento laterale tra i 2,2 e i 2,45/2,5 dollari, ritengo sia il caso di tratteggiare le conseguenze di un rialzo sopra i 2,5 dollari.
Oltre questo livello, il prezzo del gas naturale si troverebbe infatti nel limite superiore dell’area laterale, nel giusto assetto per un proseguimento dei rialzi verso le resistenze intermedie che conducono ai target principali di 2,8 e 3 dollari. Su questi livelli, l’elevata pressione ribassista potrebbe tuttavia guastare in ogni momento l’estensione dell’uptrend.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.