Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane stabile, così come il gas naturale, appena sotto quota 2,70 dollari e non ancora a rischio break-out ribassista.
Il prezzo del petrolio greggio WTI arretra in maniera sensibile, complice il possibile accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, evento che ridurrebbe il peso geopolitico sulla commodity e favorirebbe una ripresa degli scambi petroliferi in condizioni di maggiore sicurezza.
Il supporto a 75 dollari continua a contenere la pressione ribassista e il WTI potrebbe aver individuato proprio in quest’area un nuovo baricentro, in attesa di sviluppi più concreti sulle trattative. I supporti successivi si collocano a 74 e 72,50 dollari al barile.
Anche il gas naturale si mantiene sui livelli della vigilia: quota 2,70 dollari è stata leggermente persa, ma il contratto resta in grado di recuperarla con un minimo impulso rialzista.
Al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI scambia a 75,55 dollari al barile, mentre il gas naturale passa di mano a 2,697 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI tenta una stabilizzazione sul supporto dei 75 dollari, livello che potrebbe effettivamente assorbire la pressione ribassista e offrire una pausa ai venditori dopo il -10% maturato in appena cinque sessioni. Qualora però nuovi stimoli ribassisti dovessero emergere (ad esempio progressi concreti verso un accordo sulla riapertura di Hormuz) il mercato potrebbe arretrare verso i supporti successivi a 74 e 72,50 dollari al barile.
Da lì, il riferimento chiave diventerebbe il livello psicologico dei 70 dollari, violato l’ultima volta a fine giugno durante la prima fase di distensione, cui era seguita una nuova ondata di attacchi statunitensi e la conseguente rimonta del WTI.
Sul fronte rialzista, una ripresa graduale verso i 77,50 dollari e lungo l’asse che conduce agli 80 dollari tondi sarebbe favorita da un rinfocolarsi delle ostilità in Iran.
Il prezzo del gas naturale si mantiene stabile al di sotto della precedente fascia laterale compresa tra 2,80 e 2,95 dollari. Un ritorno sul limite inferiore di questa banda, a 2,80 dollari, richiederebbe una spinta rialzista che al momento rimane latente sul mercato.
Per la settimana in corso è verosimile che le quotazioni continuino ad appiattirsi, con l’obiettivo di consolidare un nuovo baricentro in area 2,70 dollari. Questo supporto sta infatti riuscendo a evitare un break‑out ribassista, nonostante le temperature statunitensi più elevate del previsto che avrebbero potuto favorire una maggiore estensione ribassista.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.