Il petrolio WTI arretra sotto gli 80 dollari ma resta inserito in una struttura rialzista, con un consolidamento tecnico in area 78 dollari dove convergono EMA 30 e EMA 200. Il gas naturale completa il breakout sotto i 2,90 dollari e scivola verso i 2,80, aprendo spazio a un possibile test dei minimi a 2,65 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha ceduto leggermente dopo l’ennesimo test della soglia degli 80 dollari al barile, scivolando ora poco sotto questo livello e attestandosi intorno ai 78 dollari.
Si tratta di un arretramento modesto, ma che suggerisce un possibile allontanamento dalla resistenza principale, probabilmente favorito dalle prime prese di profitto. Il contesto geopolitico resta tuttavia incandescente e le tensioni tra Stati Uniti e Iran non accennano a diminuire; una tregua più lontana potrebbe pesare sulle previsioni di breve termine per il petrolio WTI.
Per quanto riguarda il gas naturale, la fase di debolezza è proseguita, portando le quotazioni a 2,80 dollari, in ribasso di oltre l’1,20% in una sola seduta.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 78,20 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,8274 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI arretra sotto gli 80 dollari, ma nel complesso mantiene una struttura marcatamente rialzista. La spinta non è stata sufficiente a superare la resistenza psicologica e tecnica degli 80 dollari, ma questo arretramento non rappresenta un segnale di debolezza strutturale.
Piuttosto, sembra indicare la volontà del mercato di consolidare in modo più ordinato nell’area dei 78 dollari, da cui potrebbero svilupparsi nuovi allunghi qualora i dati macroeconomici risultassero favorevoli al comparto energetico.
Evidenziamo che proprio sui 78,30/35 dollari, dunque intorno al target attuale, si trovano l’EMA a 30 giorni e a 200 giorni. Questa coincidenza potrebbe indicare che il prezzo sta convergendo su un livello di equilibrio dinamico che riflette il trend di breve e di lungo periodo, dunque il livello di supporto a 78 dollari potrebbe rivelarsi particolarmente solido.
Per quanto riguarda il gas naturale, l’arretramento sotto i 2,90 dollari era stato a lungo anticipato e si è concretizzato soltanto nelle ultime ore, con un breakout definitivo che ha portato le quotazioni verso il target di 2,80 dollari, già individuato nei giorni scorsi.
La pressione ribassista rimane evidente: un’ulteriore estensione del movimento potrebbe spingere i prezzi sotto la soglia dei 2,80 dollari, aprendo la strada a un ritorno sui minimi relativi in area 2,65 dollari.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.