Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane stabile, mentre il gas naturale ha subito un netto arretramento verso il supporto di 4,7 dollari, come previsto negli ultimi articoli.
Il prezzo del petrolio WTI ha registrato un nuovo arretramento, scivolando al di sotto dell’area dei 60 dollari, livello che potrebbe ora fungere da baricentro della prossima fase laterale. Il quadro tecnico resta moderatamente rialzista, ma appare evidente la mancanza di catalizzatori sufficienti a favorire un superamento deciso della principale resistenza.
Per quanto riguarda il gas naturale, nella seduta di ieri sono emersi i primi ritracciamenti, in linea con le nostre attese esposte nel precedente articolo. Anche l’intensità e l’estensione di queste fisiologiche prese di profitto hanno rispettato le nostre previsioni, con un ritorno delle quotazioni sotto i 4,8 dollari.
Lo scenario di fondo rimane marcatamente rialzista, ma il rally in direzione dei 5,50 dollari sembra aver esaurito la propria spinta.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 59,74 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 4,698 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI pare in grado di stabilizzarsi sulla fascia attuale dopo i picchi di volatilità agevolati dall’operazione statunitense in Venezuela.
Il contesto geopolitico rimane tutt’altro che quieto, ma nel complesso pare delinearsi uno scenario moderatamente rialzista, in cui il prezzo del WTI potrà tentare un’accumulazione o una stabilizzazione sotto i 60 dollari, in vista di nuovi stimoli bullish. L’obiettivo successivo sarebbe quello di 62 dollari, solo sfiorati a metà mese.
In caso di pullback, potremmo osservare un ritorno sui minimi settimanali a 58,60 dollari (19 Gennaio) a cui farebbe seguito un più ampio arretramento verso i 58 e poi 57,50 dollari.
Quanto al gas naturale, lo scenario resta chiaramente rialzista, anche se nelle ultime ore si è manifestata una pressione di vendita significativa, scattata subito dopo il test della resistenza a 5,50 dollari.
Sarà ora necessario valutare l’estensione della correzione in atto: un ulteriore arretramento potrebbe condurre le quotazioni verso il supporto intermedio dei 4,50 dollari, livello che con buona probabilità potrebbe arginare la discesa.
Qualora però la pressione ribassista dovesse proseguire, non si potrebbe escludere un riassorbimento più profondo dei rialzi fino all’area dei 4,20 dollari, in corrispondenza della media mobile semplice a 50 giorni.
Fino a quel punto, il quadro tecnico rimarrà impostato al rialzo e un ritorno delle quotazioni almeno verso i 5 dollari resterà uno scenario assolutamente plausibile.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.