Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano in calo sotto i 75 dollari, mentre il gas naturale rimane stabilmente rialzista.
Il prezzo del petrolio greggio WTI è arretrato nuovamente, scivolando sotto il supporto psicologico dei 75 dollari al barile in scia al primo round di colloqui diplomatici tra USA e Iran in Svizzera. Le indiscrezioni indicano un clima negoziale costruttivo, ma il mercato resta consapevole che la situazione può cambiare rapidamente, come innumerevoli volte hanno dimostrato le parti in gioco e gli Stati Uniti di Trump in particolare.
Sul fronte del gas naturale, il movimento rimane invece moderatamente rialzista: le quotazioni si sono mantenute oltre la fascia laterale e si stanno avvicinando all’area dei 3,30 dollari, prossima resistenza di rilievo nel breve periodo.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il prezzo del petrolio greggio WTI segna esattamente 73,73 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,251 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI conferma la fase discendente e si muove ormai in pieno territorio ribassista, non lontano da un possibile test dei 70 dollari al barile. Questo scenario potrebbe concretizzarsi già nel breve termine qualora i negoziati tra USA e Iran dovessero proseguire con esito positivo, rafforzando l’idea di una distensione duratura.
A limitare l’intensità del movimento ribassista intervengono però due fattori: da un lato, la consueta incertezza generata dalle dichiarazioni del presidente Trump, spesso capaci di invertire rapidamente il sentiment; dall’altro, il peso strutturale del conflitto, che ha inciso in modo significativo sulle capacità produttive e sull’intera filiera petrolifera del Medio Oriente. Questo elemento continua a rappresentare un freno naturale a ribassi troppo estesi.
In tale contesto, non sorprenderebbe l’avvio di una fase di recupero verso i livelli chiave di 75 e 78 dollari al barile, con la soglia psicologica degli 80 dollari come eventuale obiettivo successivo in caso di ulteriore consolidamento.
Il prezzo del gas naturale continua a gravitare in direzione della resistenza a 3,30 dollari, un livello ancora in fase di perlustrazione e non superato con decisione. Un eventuale break‑out rialzista aprirebbe spazio verso i 3,35 dollari, ma proprio quest’area ha più volte attivato spinte ribassiste piuttosto violente, rendendo difficile immaginare un superamento stabile nel breve.
Al ribasso, la struttura tecnica resta solida finché il supporto psicologico dei 3 dollari (limite inferiore della fascia laterale) continua a reggere, mantenendo intatto lo scenario moderatamente rialzista che caratterizza questa fase di mercato.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.