Il prezzo dell’Oro si ritira dal picco storico grazie all’allentamento delle tensioni tra Europa e Stati Uniti sulla Groenlandia, che indebolisce la domanda di beni rifugio.
Il prezzo dell’Oro ha avviato una fase di consolidamento dopo uno dei rally più intensi degli ultimi anni. Dopo cinque sessioni consecutive di forti rialzi che hanno spinto il metallo giallo su nuovi massimi storici, il mercato ha iniziato a registrare prese di profitto, soprattutto in Europa, dove molti operatori hanno preferito monetizzare parte dei guadagni accumulati in tempi molto rapidi. Questo tipo di movimento non va interpretato come un’inversione di tendenza, ma come una fisiologica pausa all’interno di un trend rialzista che, sul piano macroeconomico e finanziario, resta ben supportato.
La prima ragione del rallentamento del metallo giallo è legata al temporaneo miglioramento del sentiment sui mercati finanziari globali. Le tensioni geopolitiche, che avevano spinto gli investitori verso i beni rifugio, si sono in parte allentate dopo che il presidente degli Stati Uniti Trump ha fatto marcia indietro sulle minacce di nuovi dazi contro l’Europa e ha annunciato un accordo quadro con la NATO sulla Groenlandia. Questo ha innescato un forte rimbalzo degli indici azionari e una riduzione dell’avversione al rischio, rendendo meno urgente la necessità di rifugiarsi nel metallo giallo.
In parallelo, anche il dollaro statunitense ha trovato un modesto sostegno. I dati macroeconomici statunitensi hanno mostrato un’economia ancora sorprendentemente solida. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) del terzo trimestre è stato rivisto al rialzo al 4,4%, un ritmo di crescita che sottolinea come gli Stati Uniti stiano continuando a espandersi nonostante tassi di interesse elevati. Inoltre, l’Indice dei Prezzi della Spesa per Consumi Personali Core, l’indice sull’inflazione preferita dalla FED, è salito al 2,8% su base annua, indicando che le pressioni sui prezzi non sono ancora completamente sotto controllo. Questo mix di crescita robusta e inflazione persistente ha contribuito a ridurre le aspettative di tagli imminenti dei tassi, sostenendo temporaneamente il biglietto verde e mettendo un freno al rally del metallo giallo.
Al momento della scrittura, il prezzo dell’Oro quota 4.909,51 $, in calo dello 0,54%, e si trova in una evidente fase di prese di profitto. Gli investitori osservano con attenzione una possibile chiusura sotto i 4.900 $, che confermerebbe la prosecuzione del movimento correttivo e potrebbe spingere il metallo giallo verso il minimo annuale a 4.801,77 $. Una violazione di questo supporto aprirebbe spazio a ulteriori ribassi, con l’obiettivo di chiudere il gap rialzista in area 4.650 $.
Sul fronte opposto, non è escluso un tentativo di recupero da parte dei compratori. Tuttavia, per rilanciare un attacco al livello psicologico dei 5.000 $, sarà necessaria prima una chiusura giornaliera solida sopra i 4.900 $, che fungerebbe da segnale di forza e possibile inversione di breve periodo.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.