Tradotto con IA
Dusk Network (DUSK) è l’ultima privacy coin ad aver registrato un forte rialzo dopo la crisi di governance del suo rivale Zcash (ZEC).
Al 19 gennaio, il token aveva guadagnato circa il 545% da inizio anno, toccando per la prima volta in oltre un mese $0,2855. Nel frattempo, risultava scambiato il 950% in più rispetto al suo minimo del 10 ottobre.
Il rally del prezzo di DUSK può proseguire? Esaminiamo i fattori in gioco.
Il movimento di DUSK è partito da una domanda settoriale rivolta agli asset a tema privacy.
Mentre nomi più grandi, tra cui Monero (XMR) e Dash (DASH), hanno assorbito la prima ondata di flussi, gli speculatori hanno cercato asset in ritardo con una posizione simile ma capitalizzazioni di mercato inferiori.
DUSK soddisfaceva quel criterio. Si presenta come un’infrastruttura che preserva la privacy ma che può comunque supportare casi d’uso regolamentati, in particolare attorno a titoli tokenizzati e regolamenti conformi.
In un contesto in cui le narrative sugli “RWA” e sulla finanza on-chain regolamentata possono accendersi rapidamente, questo posizionamento sembra aver attirato domanda incrementale. Di conseguenza, la dimensione e il profilo di liquidità di DUSK hanno amplificato la reazione del prezzo.
I token a capitalizzazione più piccola tipicamente hanno book di ordini più sottili rispetto ai grandi nomi, quindi un afflusso relativamente modesto può spingere il prezzo oltre livelli di resistenza vicini.
I breakout innescano acquisti sistematici, ingressi trend-following e inseguimenti discrezionali del momentum. Questi flussi tendono ad arrivare a grappolo, spingendo il prezzo più in alto in un circolo riflessivo: il prezzo che sale attira attenzione, l’attenzione attira volume, il volume conferma il movimento.
L’indice di forza relativa (RSI) di DUSK sui timeframe più seguiti è salito molto al di sopra della soglia di ipercomprato fissata a 70. In termini semplici, il token è ora sopravvalutato e comporta rischi significativi per i trader rialzisti sia nei mercati spot sia in quelli dei derivati.
Ad esempio, DUSK è precipitato di circa l’80% nel 2024 dopo che il suo RSI era salito a 87,27, molto sopra la soglia di 70. Uno scenario analogo può ripetersi nel 2026, dato che l’RSI del token è attorno a 82,96.
L’impennata di DUSK l’ha inoltre portato in una zona tecnica in cui i rimbalzi precedenti tendono a incepparsi, aumentando il rischio di una rapida mossa di ritorno alla media.
In passato DUSK aveva già fallito vicino al ritracciamento 0,236, un segnale di recupero superficiale che indicava domanda debole all’epoca.
Ora il token ha spinto nella zona 0,382 intorno a circa $0,219, e quel livello è importante perché un rifiuto qui può innescare un ribasso più netto rispetto a un fallimento sul 0,236.
I trader di solito posizionano gli stop loss appena sotto la banda 0,382, quindi una scivolata al di sotto può accelerare le vendite.
Se DUSK perde l’area di circa $0,219, il prossimo supporto tecnico si trova vicino al ritracciamento 0,236 intorno a circa $0,183. Un flush più profondo può esporre le aree di precedente consolidamento intorno a $0,16–$0,15, con il più importante “ultimo livello” di supporto vicino alla base recente nell’area dei $0,12.
Al contrario, se DUSK mantiene sopra circa $0,219 e riconquista il picco recente vicino a $0,285–$0,286, i rialzisti possono puntare ai prossimi livelli di ritracciamento a circa $0,357 (0,5 Fib) e $0,434 (0,618 Fib) come checkpoint per il rialzo.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.