Tradotto con IA
L’Nikkei 225 ha registrato una flessione mentre i mercati hanno reagito rapidamente all’aumento del rischio geopolitico. Il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran ha spinto gli investitori in una posizione difensiva. La prospettiva di un blocco navale ha alimentato il timore di un conflitto prolungato. Questa maggiore insicurezza ha ridotto la domanda di azioni, soprattutto nei mercati esportatori come il Giappone, e ha portato a vendite premature durante la seduta.
L’aumento dei prezzi del petrolio ha ulteriormente messo sotto pressione l’economia giapponese. Il Giappone è un’economia ad alta intensità energetica, perciò il forte aumento del prezzo del greggio ha un impatto diretto sulle imprese. I costi di produzione e trasporto sono saliti a causa dei carburanti più cari, comprimendo i margini societari, in particolare per le aziende industriali e manifatturiere che dominano il Nikkei. L’aumento del greggio aumenta inoltre i rischi di inflazione, che possono indebolire la domanda dei consumatori e rallentare la crescita economica.
Il grafico qui sotto indica che l’indice di fiducia dei consumatori giapponesi è sceso a 33,3 a marzo 2026, il valore più basso da maggio 2025. Questo calo è sintomo della maggiore incertezza legata al conflitto: le persone sono preoccupate per la sicurezza del lavoro, la crescita dei redditi e l’andamento complessivo dell’economia.
La discesa del Nikkei 225 è stata inoltre alimentata da aspettative relative a valuta e politica monetaria. I prezzi del petrolio più elevati possono indebolire lo yen giapponese poiché aumentano la bolletta delle importazioni. Uno yen più debole sostiene gli esportatori, ma questo vantaggio si annulla quando il rischio sulla domanda globale è elevato. Allo stesso tempo, l’aumento dei rendimenti globali e le preoccupazioni sull’inflazione limitano la flessibilità della Banca del Giappone, mettendo in dubbio il supporto della politica monetaria. Pertanto il Nikkei 225 resta sospeso tra shock esterni e vincoli economici interni.
Nonostante il forte breakout registrato la scorsa settimana, il fallimento dei colloqui USA-Iran ha aperto il Nikkei 225 con un gap al ribasso. Nonostante questo gap, il quadro complessivo per il Nikkei rimane rialzista. Di conseguenza, qualsiasi correzione nell’indice può essere considerata un’opportunità d’acquisto in vista del prossimo uptrend.
Finché l’indice Nikkei 225 resta sopra i 50.000, potrebbe consolidarsi formando un fondo per la prossima spinta verso l’alto. L’RSI mostra inoltre che l’indice sta consolidando al di sopra del livello mediano, il che indica ulteriore potenziale rialzista a breve termine. Un recupero oltre i 57.500 innescherebbe un’altra salita verso i 60.000. Tuttavia, una rottura sopra i 60.000 proietterebbe l’indice ulteriormente verso il livello dei 65.000.
Il grafico a 4 ore del Nikkei 225 mostra un supporto immediato a 55.600 lunedì. Una rottura al di sotto di questo livello aprirebbe un ulteriore movimento ribassista verso i 54.300. Se l’indice si mantenesse sopra i 54.300 nel breve termine, la prossima mossa del Nikkei 225 potrebbe essere al rialzo.
Il Nikkei 225 è sul fronte difensivo perché le tensioni geopolitiche e l’aumento dei prezzi del petrolio penalizzano il sentiment. L’incremento dei costi energetici continua a danneggiare l’economia giapponese e i margini delle imprese. D’altro canto, la fiducia dei consumatori si deteriora man mano che cresce l’incertezza. Il problema è peggiorato dai vincoli valutari e di politica monetaria che limitano l’intervento della Banca del Giappone.
Tuttavia, la tendenza di fondo resta rialzista fintanto che i 50.000 tengono. La debolezza nel breve termine può persistere, ma l’attuale ritracciamento può ancora rappresentare una base per una successiva salita, se le condizioni di mercato si stabilizzano.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.