L’Argento si avvicina ai 74 $, influenzato dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, che spingono al rialzo i prezzi del greggio.
Il prezzo dell’Argento continua a muoversi in territorio negativo nelle prime ore della sessione europea di mercoledì, con il metallo prezioso che perde terreno e si avvicina ai 74 $. La debolezza delle quotazioni riflette un contesto macroeconomico caratterizzato da prezzi energetici in rialzo, rendimenti obbligazionari sostenuti e aspettative di politica monetaria ancora restrittiva da parte della Federal Reserve.
Negli ultimi giorni, il metallo prezioso ha risentito in particolare della nuova fase di tensione geopolitica in Medio Oriente. Lo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran ha riportato l’attenzione degli investitori sui rischi legati all’approvvigionamento energetico globale, favorendo un deciso recupero del petrolio. Il prezzo del WTI è infatti tornato a ridosso dei 96 $ al barile, raggiungendo i livelli più elevati delle ultime settimane.
La ripresa del greggio rappresenta un elemento particolarmente importante per il metallo prezioso. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente si è infatti osservata una correlazione inversa tra Argento e petrolio. Quando i prezzi energetici accelerano al rialzo, aumentano le aspettative di inflazione e gli investitori tendono a rivedere le proprie previsioni sui tassi di interesse, penalizzando gli asset che non offrono rendimenti periodici.
Dal punto di vista macroeconomico, negli ultimi mesi il mercato ha progressivamente abbandonato le ipotesi di tagli dei tassi di interesse nel breve periodo. L’attenzione si concentra ora sulla possibilità che la Banca Centrale statunitense mantenga un orientamento restrittivo più a lungo del previsto, soprattutto se l’inflazione dovesse continuare a mostrarsi resiliente. A rafforzare questa visione sono arrivati anche gli ultimi dati sul mercato del lavoro statunitense, dove con il dato dei nuovi lavori JOLTS ha evidenziato una domanda di lavoro superiore alle attese.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 74,16 $, in ribasso dell’1,29% ed in pieno tentativo di consolidare il posizionamento sotto il livello chiave dei 75 $ sfruttando anche la falsa rottura LONG del livello annuale dei 76,787 $; confermato il consolidamento, gli orsi probabilmente spingeranno l’Argento al ribasso per raggiungere prima il supporto dei 72,50 $ e successivamente il livello annuale dei 70,881 $.
Viceversa, un ritorno della pressione dei tori verrebbe vista solo a seguito di chiusura decisa sopra il livello annuale dei 76,787 $, con l’Argento che potrebbe raggiungere il target principale di breve termine LONG rappresentato dal livello psicologico degli 80 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.