L’Argento cerca di risalire grazie alle rinnovate tensioni in Medio Oriente nonostante l’improbabilità che la Federal Reserve riduca i tassi di interesse quest’anno.
Il prezzo dell’Argento prova a recuperare terreno dopo aver toccato un nuovo minimo di quattro settimane, ma il rimbalzo osservato nelle ultime ore non sembra ancora sufficiente per invertire il sentiment ribassista che domina il mercato. Durante la sessione europea di giovedì, il metallo prezioso è riuscito a riportarsi quasi in area 73,50 $ dopo essere sceso fino a 71,79 $ nelle prime ore della giornata. Nonostante il recupero tecnico, il contesto macroeconomico e geopolitico continua, infatti a rappresentare un ostacolo importante per ulteriori rialzi.
Il movimento di recupero dell’Argento appare per ora più legato a ricoperture tecniche e prese di profitto dopo il recente calo che a un reale ritorno di forza da parte degli acquirenti. Gli investitori restano infatti estremamente cauti, soprattutto alla luce delle persistenti tensioni in Medio Oriente e delle aspettative sempre più restrittive sulla politica monetaria della Federal Reserve.
Il quadro geopolitico continua a essere uno dei principali driver dei mercati finanziari. La situazione tra Stati Uniti e Iran si è nuovamente deteriorata dopo una nuova serie di attacchi reciproci nella regione del Golfo Persico. Teheran ha condannato apertamente le operazioni militari vicino allo Stretto di Hormuz, area strategica da cui transita circa il 20% dell’approvvigionamento energetico globale. In teoria, uno scenario caratterizzato da elevata instabilità geopolitica dovrebbe favorire beni rifugio come l’Argento e gli altri metalli preziosi. Tuttavia, in questa fase il mercato sta reagendo in modo differente rispetto a quanto osservato in altri contesti di crisi internazionale.
Il motivo principale è legato all’impennata dei prezzi energetici. Il rialzo del petrolio sta infatti alimentando nuove pressioni inflazionistiche globali, spingendo gli investitori a rivedere le aspettative sui tassi di interesse. Questo sta rafforzando i rendimenti obbligazionari e il dollaro statunitense, creando un ambiente poco favorevole per il metallo prezioso.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 73,421 $, in ribasso dell’1,64% ed in pieno tentativo da parte dei tori di riprendere terreno sfruttando la zona di rifiuto dei 73 $, con il metallo prezioso che potrebbe raggiungere in breve tempo prima il livello chiave dei 75 $ e successivamente il livello annuale dei 76,787 $.
Viceversa, una continuazione del trend ribassista verrebbe confermato probabilmente solo a seguito di chiusura sotto il livello chiave dei 73 $, con il livello annuale dei 70,881 $ a rappresentare il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.