Il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha descritto l’attacco alle raffinerie del fine settimana scorsa, che si ricorda aveva momentaneamente dimezzato la produzione di petrolio saudita come un atto di guerra e ha discusso con l’Arabia Saudita e gli altri alleati del Golfo circa le possibilità di rappresaglia.
Intanto ieri il presidente Donald Trump ha lanciato una nota cauta, dicendo che c’erano molte opzioni contro l’Iran; Teheran continua a negare il coinvolgimento negli accadimenti del 14 settembre, atto terroristico che ricordiamo è stato rivendicato dagli Yemeniti.
Il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato alla CNN che la Repubblica islamica “non resterà a guardare” se dovrà difendersi da qualsiasi attacco militare USA o saudita, che secondo lui porterebbe a una “guerra totale”.
Oggi gli Emirati Arabi Uniti hanno seguito il suo principale alleato arabo, l’Arabia Saudita, annunciando che si stava unendo a una coalizione globale per la sicurezza marittima.Pompeo, arrivato oggi negli Emirati Arabi Uniti dall’Arabia Saudita per colloqui con il principe ereditario di Abu Dhabi, ha accolto con favore la mossa su Twitter: “Gli eventi recenti sottolineano l’importanza di proteggere il commercio globale e la libertà di navigazione”.
L’ambasciatore saudita a Berlino ha dichiarato che “tutto è sul tavolo”, dicendo alla radio Deutschlandfunk che le opzioni devono essere discusse attentamente.
Previsioni
I prezzi del petrolio sono tornati a salire quest’oggi sulla base delle dichiarazioni dei principali esponenti di USA e Sauditi per i quali ogni opzione è sul tavolo. Il greggio aveva subito una battuta di arresto dopo che il ministro per l’energia saudita aveva rassicurato sulla ripresa della produzione di petrolio ai ritmi precedenti all’attacco.
Gli USA cercano sostegno alle Nazioni Unite. L’esercito francese ha inviato sette esperti in Arabia Saudita per unirsi alle indagini. Funzionari delle Nazioni Unite che controllano le sanzioni contro l’Iran e lo Yemen stanno anche aiutando a sondare l’attacco, che ha rivelato lacune nelle difese aeree saudite nonostante miliardi spesi per hardware militare occidentale.
