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Petrolio, Analisi Fondamentale Giornaliera – l’Arabia Saudita ripristinerà la produzione entro fine mese

La notizia ha ripristinato i prezzi del greggio ai livelli pre-attacco ed ora si guarda al prossimo futuro
Armando Madeo
petrolio

Il ministro dell’Energia, il principe Abdulaziz bin Salman, ha dichiarato ieri che la produzione media di petrolio nei mesi di Settembre/Ottobre sarà di 9,89 milioni di barili al giorno e che con certezza gli Arabi rispetteranno gli impegni di approvvigionamento di petrolio presi con i propri clienti questo mese. “Negli ultimi due giorni abbiamo contenuto il danno e ripristinato più della metà della produzione che è stata interrotta a seguito dell’attacco terroristico”, ha detto il principe Abdulaziz ad una conferenza stampa nella città di Jeddah sul Mar Rosso.

Il ministro ha inoltre aggiunto che il Regno sarà in grado di raggiungere la capacità di 11 milioni di barili entro la fine di Settembre e di 12 milioni di barili entro la fine di Novembre. “Le forniture di petrolio torneranno ad essere pari a quelle prima di Sabato notte”, ha aggiunto, rassicurando sulla tenuta del colosso Aramco.

Sabato notte infatti una serie di attacchi contro gli stabilimenti della compagnia petrolifera statale Saudi Aramco ad Abqaiq e Khurais, incluso il più grande impianto di lavorazione del petrolio al mondo, hanno minato più della metà della produzione dell’Arabia Saudita, o per meglio dire il 5 % della produzione globale di petrolio.

Amin Nasser, Amministratore delegato di Aramco, ha dichiarato che la società, che si sta preparando per un’offerta pubblica (IPO), sta ancora valutando i lavori di riparazione, ma che i danni non sono poi così significativi, date le dimensioni dell’azienda. “Dovremmo tornare alla nostra produzione prima degli attacchi alla nostra struttura entro la fine di settembre”, ha detto Nasser alla stessa conferenza stampa.

 

Previsioni

L’Arabia Saudita ripristinerà dunque la produzione di petrolio venuta a mancare con gli attacchi terroristici entro la fine del mese. Queste dichiarazioni hanno portato il petrolio a perdere quanto aveva guadagnato durante la notte di Lunedì, così che i prezzi sono tornati ai livelli pre-attacco.

Nel mentre l’Arabia Saudita promette al mondo intero una prova evidente della complicità di Teheran negli attacchi terroristici. Prove concrete che dimostrano la responsabilità dell’Iran, se rese pubbliche, potrebbero spingere Riyadh e Washington a rispondere, sebbene entrambe le nazioni stiano sottolineando la necessità di cautela.

Un eventuale nuovo conflitto in medio oriente porterebbe i prezzi del petrolio verso l’alto.

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