Gli Indici di Wall Street chiudono la settimana in un clima di maggiore cautela, con gli investitori che continuano a valutare gli effetti contrastanti dei recenti dati macroeconomici USA e dell'escalation tra Stati Uniti e Iran.
Tra gli Indici di Wall Street, il Dow Jones continua a mostrare una maggiore debolezza rispetto agli altri colleghi. L’indice blue chip è sceso sotto la soglia dei 52.600 punti, risentendo del generale clima di avversione al rischio che ha interessato i mercati azionari nelle ultime sedute. A pesare sull’indice è stata soprattutto la debolezza di alcuni grandi titoli tecnologici. Tra questi spicca Alphabet, che ha registrato una delle peggiori performance della giornata dopo indiscrezioni relative a un possibile rinvio del lancio del nuovo modello di intelligenza artificiale.
Dal punto di vista tecnico, il Dow Jones sta cercando di costruire una base di consolidamento appena sotto i 52.600 punti, e se i venditori riuscissero a mantenere il controllo del mercato, il prossimo obiettivo diventerebbe il livello annuale dei 51.783,78 punti. Al contrario, un ritorno sopra i 51.700 punti, rappresenterebbe un primo segnale di forza, dove in questo scenario il Dow Jones potrebbe tentare un recupero verso la resistenza chiave dei 53.000 punti, con un’estensione successiva in direzione del livello annuale dei 53.575,94 punti.
Il Nasdaq continua a essere l’indice più sensibile ai movimenti del comparto tecnologico e nelle ultime sedute ha evidenziato un netto peggioramento del quadro tecnico. Tra gli Indici di Wall Street, è proprio il listino tecnologico ad aver subito le vendite più consistenti, soprattutto a causa della debolezza dei produttori di semiconduttori in vista della stagione delle trimestrali.
Dal punto di vista grafico si evidenzia un’inversione ribassista dopo una lunga fase di consolidamento. L’aumento della volatilità e l’ampliamento dell’escursione giornaliera dei prezzi indicano che il mercato sta entrando in una fase di maggiore instabilità. Attualmente il Nasdaq quota a ridosso del livello chiave dei 29.000 punti, livello che rappresenta l’ultimo importante supporto. Difatti, qualora l’indice dovesse consolidarsi stabilmente sotto i 29.000 punti, aumenterebbero le probabilità di una discesa verso il livello annuale dei 28.457,12 punti.
Anche l’S&P 500 continua a risentire dell’incertezza che caratterizza l’attuale scenario macroeconomico. Gli investitori stanno cercando di capire quale fattore finirà per prevalere: da una parte il rallentamento dell’inflazione osservato negli ultimi dati economici statunitensi, dall’altra il rischio che il forte aumento del prezzo del petrolio provochi una nuova accelerazione delle pressioni inflazionistiche.
Dal punto di vista tecnico, l’S&P 500 ha recentemente respinto la resistenza dei 7.575 punti, livello dal quale sono tornati ad aumentare i volumi in vendita. La mancata rottura di questa resistenza ha favorito una fase correttiva che potrebbe proseguire nelle prossime sedute. Come primo livello di supporto da monitorare il livello chiave dei 7.500 si posiziona in prima fascia. Una rottura decisa di questo supporto aprirebbe spazio per un’estensione della correzione verso il livello chiave dei 7.443,90 punti. Al contrario, un ritorno sopra i 7.600 punti rappresenterebbe un importante segnale rialzista e potrebbe riaprire la strada verso nuovi massimi storici.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.