Il cambio euro dollaro perde forza e scende sotto 1,1430, nonostante i dati deboli sull’inflazione dell’Eurozona lasciano presagire una pausa della BCE.
Il prezzo dell’euro dollaro chiude la settimana senza una direzione definita, dopo aver restituito gran parte dei guadagni registrati nelle prime ore della sessione europea. Il fiber, che aveva raggiunto un massimo intraday in area 1,1460, è rapidamente tornato sotto 1,1430, evidenziando come il rimbalzo del fiber continui a scontrarsi con un contesto macroeconomico ancora complesso. A pesare sull’EURO sono stati soprattutto i dati economici provenienti dall’Eurozona, che confermano un progressivo rallentamento dell’inflazione e un’attività economica ancora debole, alimentando le aspettative di una pausa della Banca Centrale Europea nella prossima riunione di politica monetaria.
Il principale fattore di pressione sull’euro dollaro arriva dalla Germania, dove l’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo (IPCA) di giugno ha confermato le stime preliminari. L’inflazione annuale è rallentata al 2,4%, in calo rispetto al 2,7% registrato a maggio e ben distante dal picco del 2,9% osservato ad aprile. Anche su base mensile i prezzi hanno mostrato una contrazione dello 0,2%, segnale che le pressioni inflazionistiche stanno progressivamente diminuendo nella principale economia dell’Eurozona.
Nel complesso, queste pubblicazioni rafforzano l’idea che la Banca Centrale Europea possa adottare un approccio più prudente nei prossimi mesi. Con un’inflazione in progressivo rallentamento e una crescita economica ancora fragile, aumenta infatti la probabilità che la BCE scelga di lasciare invariati i tassi di interesse nella riunione prevista per la fine di luglio, evitando nuove strette monetarie che potrebbero aggravare ulteriormente il rallentamento economico.
Queste aspettative rappresentano un elemento di debolezza per l’euro dollaro, soprattutto in un momento in cui la Federal Reserve mantiene un atteggiamento decisamente più prudente sul fronte dei tagli dei tassi. Il differenziale tra le politiche monetarie delle due principali Banche Centrali continua, infatti a rappresentare uno dei principali driver del mercato valutario.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1426, in ribasso dello 0,03% ed in via di gettare le basi per un nuovo movimento ribassista, sfruttando il possibile rimbalzo, nonché ennesima falsa rottura LONG, della resistenza 1,1450 che permetterebbe agli orsi di spingere l’euro dollaro verso il livello chiave 1,1400 e il supporto 1,1350.
Un ritorno dei tori verrebbe confermato, in questo momento, solo a seguito di chiusura sopra la resistenza 1,1450, che permetterebbe al cambio di poter raggiungere il livello annuale 1,1507.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.