Tradotto con IA
I principali indici azionari statunitensi aprono contrastati poco dopo l’inizio delle contrattazioni di lunedì. Inizialmente le azioni sono salite mentre gli investitori reagivano a segnali di attenuazione delle tensioni in Medio Oriente dopo commenti del Presidente Trump che lasciavano intendere progressi verso la fine della guerra con l’Iran. Altri rapporti hanno alimentato l’ottimismo iniziale, tra cui uno secondo cui Teheran avrebbe accettato gran parte di un accordo proposto. Un altro ha affermato che l’Iran avrebbe consentito maggiori spedizioni di petrolio attraverso rotte chiave.
I trader, scommettendo sulla speranza di evitare una significativa interruzione dell’offerta globale, hanno spinto gli indici nettamente al rialzo all’apertura, ma quei guadagni si sono affievoliti e gli indici sono scesi dai massimi, con il Nasdaq Composite che è passato in territorio negativo. L’azione dei prezzi iniziale suggerisce che questa settimana potrebbe essere molto volatile, con fasi di risk on e risk off dettate dalle notizie.
Dopo il rimbalzo iniziale definito «Trump Bump», i trader hanno rivolto nuovamente l’attenzione ai mercati energetici mentre i prezzi del petrolio hanno continuato a salire. Il Brent ha superato i $114 al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) ha toccato i $101. Il fattore chiave alla base del rialzo sono le restrizioni all’offerta. Ritengo che i mercati abbiano assimilato i rischi a breve termine e stiano principalmente valutando il potenziale di una prolungata tensione dell’offerta. Potremmo trovarci di fronte a un potenziale disastro globale se dovessero emergere carenze. Non solo: si profilano anche un’inflazione più alta, una domanda dei consumatori più debole e la possibilità di aumenti dei tassi da parte di diverse banche centrali, inclusa la Fed.
La volatilità nei mercati ampi si è estesa anche ai settori, con forza nei materiali e debolezza nella tecnologia. Alcoa è balzata in avanti mentre i prezzi dell’alluminio sono saliti bruscamente a seguito dei danni infrastrutturali in Medio Oriente.
Guardando avanti, il focus resterà sulle notizie relative agli sviluppi in Medio Oriente. Gli investitori reagiranno anche alla volatilità dei prezzi del petrolio. Più avanti nella settimana, parte dell’attenzione potrebbe spostarsi sul rapporto U.S. Non-Farm Payrolls di venerdì, ma si tratta della festività del Venerdì Santo. Con i mercati chiusi quel giorno, gli investitori dovranno aspettare la settimana successiva per vedere se i dati del rapporto influenzeranno la politica della Fed.
Tecnicamente, la tendenza principale è ribassista secondo il grafico giornaliero a onde dello Indice S&P 500 (SPX). Il downtrend viene confermato dal protratto scambio al di sotto della media mobile a 200 giorni a 6.636,62 e della media mobile a 50 giorni a 6.802,94. L’indice di riferimento sta anche trattando dalla parte debole di una media mobile a lungo termine compresa tra 6.483,01 e 6.566,52, contribuendo al tono complessivamente ribassista.
Dato il modello grafico attuale, ritengo che i trader saranno più inclini a vendere i rimbalzi anziché puntare a rotture al rialzo delle resistenze. L’indice è vulnerabile al ribasso, dato che non esiste un supporto importante fino a 6.212,69.
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James A. Hyerczyk ha lavorato come analista finanziario fondamentale e tecnico del mercato dal 1982. James ha iniziato la sua carriera a Chicago come analista di mercato a termine per commercianti di pavimenti presso il CBOT e il CME, e da 36 anni fornisce analisi di qualità ai trader professionisti.