Recupero dell’euro dollaro durante la sessione europea che raggiunge e supera la parità di cambio; ora la palla passa ai dati statunitensi che potrebbero influenzare alla stessa maniera il cambio.
Dopo aver chiuso la seduta di mercoledì ai massimi da quasi due settimane a 1,0053, nella seduta odierna il prezzo dell’euro dollaro sembra aver perso il proprio slancio rialzista. Ciononostante, il fiber si mantiene tranquillamente al di sopra della parità di cambio e le prospettive tecniche a breve termine suggeriscono che al momento i ribassisti rimangono in disparte.
Dopo i dati sull’inflazione dell’Eurozona di ieri, l’euro dollaro inizialmente ha subito una ventata di vendite da parte degli investitori valutari, ma le scommesse aggressive della Banca Centrale Europea hanno riportato in auge il cambio chiudendo in deciso territorio positivo. Ad oggi gli analisti ritengono che i mercati scontino una probabilità dell’80% di un aumento del tasso di interesse da parte della BCE di 75 punti base (0,75%) durante la prossima riunione (8 settembre), rispetto a poco più del 50% di inizio settimana.
Tuttavia, questo posizionamento di mercato suggerisce che l’EURO potrebbe avere vita difficile a causa della performance positiva del dollaro americano.
Nonostante le premesse di rialzo, i mercati rimangono comunque prudenti a causa delle crescenti preoccupazioni per un rallentamento economico globale dovuto alle restrizioni causa Covid in Cina, la guerra in Ucraina e la crisi energetica mondiale.
Inoltre, nel caso in cui aumentino i flussi di rifugio nel breve termine non è da sottovalutare una predominanza ribassista di breve termine sull’euro dollaro.
Riguardo i dati macroeconomici, gli investitori guardano con interesse i dati USA come l’indice ISM manifatturiero, i dati sul costo unitario del lavoro del secondo trimestre e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
Nel caso in cui i dati risulteranno per la maggior parte negativi, il dollaro potrebbe indebolirsi nei confronti dei suoi rivali, al contrario un aumento inaspettato dovrebbe fornire una spinta del dollaro prima dell’NFP di domani.
Al momento della scrittura il prezzo dell’euro dollaro quota 1,0004, in ribasso dello 0,45% e leggermente superiore alla parità di cambio e al livello annuale 0,9988. Da non sottovalutare quest’aspetto.
Dopo il calo di inizio giornata, il fiber sta tenendo duro in attesa degli input fondamentali che probabilmente influenzeranno il cambio nel breve termine; nel caso in cui il dollaro USA si indebolirà il cambio potrebbe raggiungere il target di brevissimo termine a 1,0090 (massimo delle ultime settimane) e quello di breve termine a 1,0239 (livello annuale), al contrario il più vicino obiettivo ribassista del fiber è rappresentato il minimo delle ultime settimane a 0,9899.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.