Il cambio euro dollaro riesce a mantenere il momentum rialzista sopra il livello psicologico 1,1000 dopo che la produzione industriale dell’Eurozona ha battuto le stime e dopo che la BCE ha confermato il rialzo dei propri tassi.
Dopo una sessione di Tokyo relativamente tranquilla, il prezzo dell’euro dollaro ha ripreso slancio rialzista ed è salito al livello più alto da inizio di febbraio sopra 1,1000, a pochi passi dal primo obiettivo long. Il fiber rimane sulla buona strada per rinnovare i massimi del 2023 sopra 1,1033, ma le prospettive tecniche suggeriscono che potrebbe esserci una fisiologica correzione al ribasso prima del prossimo importante rialzo.
Mercoledì, gli ultimi dati ad alto impatto proveniente dagli Stati Uniti hanno rivelato che l’inflazione (indice IPC), è scesa al 5% nel mese corrente, un rilascio molto inferiore considerando che a febbraio era al 6%. Da quel momento il dollaro americano è stato travolto dall’ondata ribassista nonostante l’IPC Core sia salito al 5,6% su base annua con un aumento mensile dello 0,4% come nelle previsioni, dando una grossa mano al rialzo del fiber.
I trader attendono i dati statunitensi dell’Indice dei Prezzi alla Produzione (IPP) del mese di marzo e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.
L’IPP su base annuale dovrebbe scendere al 3% dal 4,6% di febbraio, mentre quello mensile dovrebbe leggermente salire dello 0,1%. Un aumento inaspettato di questo rilascio potrebbe aiutare il dollaro americano a prendere fiato e cercare un rimbalzo. D’altra parte, una lettura uguale o vicina alle aspettative di mercato dovrebbe rendere facile per l’euro dollaro a continuare il trend rialzista.
Da attenzionare comunque il dato sulle richieste di disoccupazione che potrebbe riservare delle sorprese e aiutare il future del dollaro americano a frenare il ribasso.
Il fiber viene scambiato al di sopra del livello psicologico 1,1000 in pieno tentativo di rompere il massimo di febbraio e il livello annuale 1,1034, non ancora raggiunto nell’anno corrente. I rialzisti ora attendono con impazienza i dati pomeridiano poiché con un po’ di fortuna potrebbero seriamente rompere gli indugi e superare con poco sforzo la resistenza annuale 1,1034 ed estendersi fino a testare il prossimo livello chiave 1,1100.
D’altro canto, come anticipato, un dato a favore del dollaro americano darebbe il via ad una correzione ribassista dove gli orsi cercheranno di ritestare prima 1,1000 e successivamente 1,0973, il massimo della settimana precedente.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.