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Euro Dollaro sotto Pressione e Sotto 1,1500 tra Biglietto Verde Forte e Tensioni Geopolitiche

Da
Flavio Ferrara
Pubblicato: Mar 23, 2026, 17:45 GMT+00:00

Lunedì il cambio euro dollaro sta perdendo ulteriore terreno, scendendo sotto 1,1500, sentendo la pressione a causa del rafforzamento del dollaro statunitense.

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Il prezzo dell’euro dollaro torna sotto pressione all’inizio della settimana, dopo aver tentato senza successo di consolidare i guadagni accumulati nei giorni precedenti. Il fiber, che aveva beneficiato di un contesto favorevole grazie al tono più restrittivo della Banca Centrale Europea, ha faticato a mantenersi sopra area 1,1550, scendendo sotto 1,1500.

Panoramica fondamentale

Il movimento riflette un cambiamento piuttosto chiaro nel sentiment di mercato. Dopo una fase di recupero guidata da fattori monetari europei, il focus degli investitori si è rapidamente spostato sul contesto geopolitico globale. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente ha riattivato dinamiche tipiche di avversione al rischio, favorendo asset considerati più sicuri, tra cui il biglietto verde.

Il rafforzamento del dollaro statunitense rappresenta il principale driver della debolezza del fiber. In fasi di incertezza, la liquidità e il ruolo di valuta di riserva globale continuano a rendere il dollaro statunitense una destinazione privilegiata per i flussi di capitale. Questo meccanismo tende a penalizzare l’euro dollaro, soprattutto quando manca un catalizzatore europeo in grado di controbilanciare tale pressione.

Il contesto geopolitico resta estremamente teso. Le dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti e dall’Iran indicano un’escalation potenziale del conflitto, con implicazioni dirette sul mercato energetico globale. Lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto di petrolio, è tornato al centro dell’attenzione, aumentando i timori di interruzioni dell’offerta. Questa dinamica ha un impatto diretto anche sulle prospettive macroeconomiche. L’aumento dei prezzi dell’energia tende a generare pressioni inflazionistiche, soprattutto in Europa, che è più esposta alle importazioni energetiche rispetto agli Stati Uniti. Di conseguenza, il fiber risente di una doppia penalizzazione: da un lato il rafforzamento del biglietto verde come valuta rifugio, dall’altro il peggioramento delle prospettive economiche dell’Eurozona.

Analisi Tecno-Grafica e previsioni euro dollaro

Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1490, in calo dello 0,70%, impegnato in un tentativo di pullback ribassista sul livello annuale di 1,1507. Una conferma del pullback rafforzerebbe il controllo da parte degli orsi, i quali potrebbero aumentare la pressione di vendita con l’obiettivo di riportare i prezzi verso l’area dei minimi delle ultime settimane, situata poco sopra il livello chiave di 1,1400.

Al contrario, una chiusura giornaliera al di sopra del livello annuale 1,1507 fornirebbe un segnale costruttivo per i tori, aprendo la strada a un possibile movimento rialzista verso il livello chiave 1,1600. Il superamento deciso di quest’ultimo livello potrebbe favorire un’estensione LONG, con il livello annuale 1,1692 come successivo target di riferimento.

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Sull'Autore

Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.

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