Il cambio euro dollaro perde terreno nella prima sessione settimanale, non trovando continuità, influenzato dagli ultimi rilasci dell’Eurozona.
Il prezzo dell’euro dollaro riduce lo slancio positivo registrato nelle prime ore della seduta europea e torna sotto quota 1,1800, muovendosi in modo relativamente contenuto dopo la pubblicazione del sondaggio IFO tedesco di febbraio. Il recupero iniziale del fiber si è progressivamente attenuato, segnalando come il mercato rimanga privo di una direzionalità chiara in assenza di catalizzatori macro di forte impatto.
Il dato IFO tedesco ha mostrato un miglioramento, salendo a 88,6 rispetto agli 87,6 precedenti. Anche la componente sulle condizioni correnti è avanzata a 86,7 da 85,7. Numeri che, in un contesto diverso, avrebbero potuto offrire un sostegno più deciso alla valuta unica. Tuttavia, la reazione è stata tiepida: il mercato sembra considerare questi dati come un segnale di stabilizzazione più che di reale accelerazione dell’economia tedesca.
La cautela degli operatori riflette un quadro più ampio di incertezza politica e commerciale. Le recenti indiscrezioni sul futuro della presidenza della Banca Centrale Europea e le tensioni legate alla politica commerciale statunitense contribuiscono a mantenere elevata la volatilità sull’euro dollaro. In particolare, l’annuncio di una nuova imposta globale del 15% da parte dell’amministrazione statunitense ha riacceso i timori di un’escalation protezionistica.
L’UE ha reagito con fermezza, ventilando l’ipotesi di congelare il processo di ratifica di un accordo commerciale con Washington fino a chiarimenti ufficiali sulla nuova linea tariffaria. Questo scenario introduce un elemento di rischio che potrebbe pesare sia sull’economia dell’Eurozona sia su quella statunitense, aumentando l’incertezza per gli investitori internazionali. Sul fronte americano, si riaffaccia la narrativa “Sell America”, ovvero una riduzione dell’esposizione verso asset statunitensi in risposta a tensioni politiche e prospettive fiscali meno prevedibili.
Al momento della scrittura, il prezzo del fiber quota 1,1794, in rialzo dello 0,10%, ma mostra segnali di debolezza dopo la pubblicazione dei dati macroeconomici tedeschi, riportandosi sotto la soglia psicologica di 1,1800. Una fase di consolidamento al di sotto di questo livello potrebbe rafforzare la pressione ribassista, incentivando nuove aperture SHORT. In tale scenario, il primo obiettivo si colloca in area 1,1692 (livello annuale), ultimo supporto rilevante prima di un possibile ritorno verso la zona di swing long a 1,1600.
Al contrario, una ripresa convincente della pressione rialzista richiederebbe una chiusura decisa sopra 1,1800. Solo in questo caso si aprirebbe spazio per un’estensione verso 1,1918 (livello annuale), principale target LONG. Il superamento di tale soglia rafforzerebbe ulteriormente il quadro tecnico, creando le condizioni per un test dell’area psicologica di 1,2000.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.