Il cambio euro dollaro passa di mano appena sopra il livello intermedio di 1,1520, dunque ancora in calo e in procinto di scivolare fino al supporto principale di 1,15, se la pressione di vendita dovesse proseguire.
Il cambio euro dollaro arretra di qualche passo e si stabilizza in area 1,1520, ultimo supporto intermedio prima del baricentro psicologico di 1,15. È un livello che il mercato sta difendendo con attenzione, perché una rottura decisa aprirebbe la strada allo scenario più marcatamente ribassista.
In questa fase, il rischio principale per il cross è legato alla forza del dollaro USA: con una crisi ancora aperta in Iran, il biglietto verde tende fisiologicamente a rafforzarsi, sostenuto dalla domanda di asset rifugio. Solo segnali più concreti verso un accordo di pace che includa la riapertura di Hormuz potrebbero ridurre questa pressione, permettendo all’euro di recuperare slancio e allontanarsi dalla soglia critica di 1,15.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna 1,1520.
Il cambio euro dollaro sta arretrando con crescente decisione e il mancato recupero sopra 1,1550 nel breve periodo (salvo sorprese positive dal fronte geopolitico) accentua la pressione ribassista.
In questo contesto, il livello di 1,15 assume un ruolo cruciale: non è soltanto una soglia psicologica, ma il vero baricentro delle quotazioni di breve termine, attorno al quale il mercato ha oscillato per settimane. Una rottura al ribasso di questo livello segnerebbe un cambiamento qualitativo della struttura tecnica, trasformando la fase di stabilizzazione in un vero deterioramento del quadro.
Sotto 1,15, il cross perderebbe il supporto dinamico che ha finora contenuto le vendite, aprendo spazio verso 1,1470–1,1450, area che rappresenta il primo obiettivo naturale di un trend ribassista più maturo. Finché l’euro non riuscirà a riportarsi stabilmente sopra 1,1550, il rischio di una violazione di 1,15 resterà concreto, soprattutto se il dollaro continuerà a rafforzarsi in assenza di sviluppi positivi sulla crisi iraniana.
Il calendario economico di oggi si concentra sulla produzione industriale nell’Eurozona, a cui farà seguito l’aggiornamento settimanale sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.
Entrambi i market movers potrebbero contribuire a orientare gli equilibri del cambio euro dollaro in vista della prossima chiusura settimanale.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.