Il cambio euro dollaro continua a mantenersi profondamente ribassista, ma si approssima al test della resistenza di 1,15, in ripresa.
Il cambio euro dollaro rimane al di sotto del supporto a 1,15, ma nel complesso ha evitato un affondo più ampio sotto quota 1,14, come inizialmente si temeva. Una discesa oltre quel livello avrebbe riportato le quotazioni in prossimità dell’area di ipervenduto, con il rischio di innescare un aumento significativo della volatilità.
Con il recupero attuale, il cross si sta allontanando dai minimi relativi, senza però modificare la tendenza dominante. Sarebbe necessario almeno un ritorno sopra 1,15 per confermare questa boccata d’ossigeno per l’euro dollaro, in un contesto che continua a pesare in modo più marcato sulla moneta unica europea.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il Fiber segna esattamente 1,1497 e l’indice del dollaro USA passa di mano a 99,85 punti.
Il cambio euro dollaro si muove in area 1,1497, a un soffio dalla soglia psicologica di 1,1500, che continua a rappresentare il vero discrimine tra semplice consolidamento e ripresa direzionale. Una chiusura pulita sopra 1,15 rafforzerebbe il momentum e aprirebbe la strada verso 1,1525/1,1550, zona in cui convergono massimi relativi e prime resistenze dinamiche.
Al contrario, un ritorno sotto 1,1450 riporterebbe pressione ribassista, con estensioni possibili verso 1,1420, area che nelle ultime settimane ha offerto un sostegno credibile. Finché i prezzi restano sopra 1,1450, il quadro rimane costruttivo, ma solo il superamento deciso di 1,15 trasformerebbe l’attuale fase in un vero breakout.
L’incognita principale resta il conflitto in Iran, che continua a gravare in modo particolare sull’Eurozona e rappresenta il fattore di debolezza più immediato per l’euro-dollaro. In questo contesto, il quadro di breve rimane orientato al ribasso: la pressione geopolitica limita la capacità dell’euro di consolidare eventuali rimbalzi e mantiene elevato il rischio di nuove discese. Non escludo, quindi, ulteriori arretramenti verso l’area di 1,14, in corrispondenza dei minimi recenti, soprattutto se il sentiment dovesse deteriorarsi ancora.
Il calendario economico di oggi parte con l’indice ZEW del sentiment economico sia per la Germania che a livello dell’Eurozona. Si prosegue poi con l’indice ADP sulla variazione dei livelli di occupazione negli Stati Uniti.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.