Il cambio euro dollaro potrebbe scivolare ancora fin sotto quota 1,14, su nuovi minimi relativi, dopo l'escalation del conflitto in Iran.
Il cambio euro dollaro resta impostato al ribasso, pur mostrando un lieve recupero dai minimi recentissimi in area 1,1450. La struttura tecnica rimane fragile e il quadro potrà considerarsi in miglioramento solo con un ritorno deciso e stabile sopra quota 1,16, livello che segnerebbe un’inversione più credibile del momentum.
L’attuale debolezza dell’euro è strettamente legata alla rinnovata forza del dollaro statunitense, tornato in territorio marcatamente rialzista dopo l’escalation del conflitto in Iran e l’intensificarsi delle minacce reciproche tra Washington e Teheran.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1473, sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa chiusura.
Il cambio euro dollaro mantiene un’impostazione ribassista e potrebbe estendere il movimento fino a ritestare l’area di 1,1450, che resta il primo livello realmente sensibile nel breve periodo.
Un eventuale break-out sotto questo supporto, favorito da un’ulteriore intensificazione del conflitto in Iran e dal conseguente rafforzamento del dollaro come bene rifugio, aprirebbe spazio a nuovi minimi in area 1,14, con un’accelerazione del momentum ribassista.
Lo scenario di recupero, che al momento non avrebbe ancora le caratteristiche di una vera inversione rialzista, inizierebbe con un ritorno sopra quota 1,15.
Da lì, il cambio avrebbe margine per estendersi verso le medie mobili esponenziale e semplice a 20 giorni, entrambe collocate nell’area 1,155–1,156, che rappresentano la prima zona tecnica in grado di misurare la solidità di un eventuale rimbalzo.
In questa fase, la dinamica del cambio continua a dipendere più dal flusso di notizie geopolitiche e dalla forza relativa del dollaro che non da fattori interni all’Eurozona.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.