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indici crypto

Quali sono gli indici crypto disponibili (crypto index) come benchmark per gli investitori del comparto criptovalute? Ebbene tutto parte da lontano, ma non poi così lontano.

Il mercato finanziario delle criptovalute, infatti, è nato con le prime piattaforme di scambio automatizzato intorno al 2011, seguendo il principio di funzionamento delle piattaforme di trading allora già sviluppate e disponibili ai trader del forex già da qualche anno.

Il mercato delle criptomonete, nonostante i divieti subiti dai governi, da allora è cresciuto in maniera massiccia fino a toccare i 2.450 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato agli inizi di maggio del 2021 (dati Coinmarketcap.com).

Già prima di questo record storico, le società dei mercati finanziari tradizionali avevano fiutato l’affare e iniziato a sviluppare strumenti di trading regolamentati che potessero replicare i crypto asset come sottostante e consentire ai grandi investitori di esporsi senza incappare in guai legali. I futures sulle criptovalute sono nati per soddisfare questa esigenza.

L’arrivo dei Crypto Index

Quindi sono arrivati gli indici sulle criptovalute e in tempi più recenti anche i primi crypto exchange traded fund (EFT).

Perché sviluppare degli indici legati alle criptomonete? Che senso ha? Ebbene, come abbiamo spiegato nella guida agli indici di borsa, è grazie a questi benchmark che monitorano le prestazioni dei titoli se si possono poi creare degli strumenti finanziari derivati che ne replicano l’andamento. In particolare gli ETF vengono costruiti sugli indici di mercato.

Quindi, se grandi società come Bloomberg e ancora di più come sta facendo Standard & Poor’s, si impegnano nel realizzare crypto index si spiana meglio la strada ai crypto ETF. Questo perché la costruzione di un indice legato ad un asset o a un paniere di asset, impone di seguire determinate regole che non sono solo di matematica ed economia, ma anche normative imposte dai regolatori.

Questo significa che, se una società presenterà un ETF legato ad un crypto index già esistente ed autorevole, sarà più semplice per la società emittente vedersi approvare il crypto ETF dall’autorità di regolamentazione finanziaria di turno.

Ebbene, vediamo allora quali sono questi indici crypto già disponibili per il crescente pubblico di investitori nelle criptovalute.

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Indici crypto Bloomberg

Una delle prime serie di indici legati alle criptovalute ad essere stata costituita è il Bloomberg Galaxy Crypto Indices, realizzata da Bloomberg Index Services Limited e da Galaxy Digital Capital Management.

La serie di indici crypto è ponderata in base alla capitalizzazione di mercato, ed è stata progettata per misurare la performance dei maggiori asset digitali scambiati in USD. I componenti ammissibili dell’indice sono diversificati in diverse categorie, tra cui store of value, mezzi di scambio, protocolli di contratti intelligenti e privacy asset.

I primi indici della serie sono stati gli indici Bitcoin (BTC) ed Ethereum (ETH), i quali sono stati progettati per misurare la performance di un singolo asset digitale scambiato in valuta dollaro USA.

Bloomberg Galaxy Crypto Index (BGCI)

Il Bloomberg Galaxy Crypto Index (BGCI) è un benchmark sviluppato per misurare le performance delle maggiori criptovalute scambiate in valuta dollaro. Il suo lancio ufficiale risale al 3 marzo 2018, ma ha uno storico che parte dal 2 agosto 2017.

L’indice crypto è calcolato utilizzando il Bloomberg Crypto Price Fixings (CFIX). Esso viene riequilibrato e ricostituito mensilmente, e la metodologia usata per l’indice si basa su regole.

L’indice segue alcuni principi, tra cui la selezione delle fonti di prezzo per la criptovaluta che sono scelte in base alla liquidità e affidabilità e approvati per l’uso in seguito a valutazioni di rischio e idoneità. I crypto asset che costituiscono l’indice non possono eccedere il 40% del crypto index (30% a febbraio 2020) e non possono rappresentare meno dell’1%.

A giugno 2020 l’indice BGCI rappresenta le seguenti criptovalute:

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito Bloomberg.

Indici crypto Standard & Poor’s (Digital Asset Family)

Veniamo alla famiglia di indici crypto della S&P, che dovremmo più correttamente definire degli indici legati al mercato digitale: S&P Digital Market Indices.

Ecco come li presenta S&P Dow Jones Indices (S&P DJI) che ne ha curato lo sviluppo:

“Gli indici S&P Cryptocurrency sono progettati per fungere da benchmark per le prestazioni di una selezione di criptovalute che sono quotate su borse riconosciute e aperte, e che soddisfano i criteri di liquidità e capitalizzazione di mercato”.

Gli indici della serie S&P Cryptocurrency sono attualmente 8, ma sono in rapida crescita come ha annunciato la S&P Dow Jones Indices in un comunicato in cui aveva presentato la costituzione dell’ultimo gruppo di 5 crypto index in ordine di tempo (alla data di pubblicazione della presente guida).

L’elenco degli indici

Questo l’elenco degli indici legati alle criptovalute di questa nuova famiglia:

  • S&P Cryptocurrency Broad Digital Market (BDM) Index (SPCBDM);
  • S&P Cryptocurrency LargeCap Index;
  • S&P Cryptocurrency BDM Ex-MegaCap Index (SPCBXM);
  • S&P Cryptocurrency BDM Ex-LargeCap Index (SPCBXL);
  • S&P Cryptocurrency LargeCap Ex-MegaCap Index (SPCBLC);
  • S&P Bitcoin Index (SPBTC);
  • S&P Ethereum Index (SPETH);
  • S&P Cryptocurrency MegaCap Index (SPCMC).

L’indice che replica BTC ha uno storico che parte dall’1 gennaio 2014, tuttavia la data di lancio risale al 3 maggio 2021. Quest’ultima è la data di lancio anche dell’indice ETH, con dati storici disponibili dal 4 aprile 2016.

Di particolare interesse l’indice SPCBDM, il quale è costituito da un paniere di 240 titoli in rappresentanza di titoli a grande, media e piccola capitalizzazione. L’indice è operativo dal 13 luglio 2021, con dati storici disponibili dal 28 febbraio 2017.

Come vengono calcolati

Per il calcolo gli indici utilizzano i dati di prezzo di Lukka, un fornitore di software e dati di criptovalute, usato per determinare l’universo di ammissibilità e i prezzi dei singoli costituenti. Il Comitato degli indici di S&P DJI amministra gli indici crypto.

S&P DJI ha affermato che con la crescita del mercato delle criptovalute, “il benchmarking trasparente e le soluzioni basate su indici di cripto e blockchain sono più essenziali che mai”.

Ecco perché i Digital Market Indices “renderanno più facile per gli investitori l’accesso e la valutazione di questa classe di attività emergente guidata dalla tecnologia, mentre potenzialmente mitigano alcuni dei rischi comuni associati a questo mercato tradizionalmente speculativo”.

Per approfondire questa famiglia di indici crypto visita la pagina dedicata.

Bitpanda Crypto Index

Anche la piattaforma di investimento Bitpanda ha costituito i suoi crypto index, i Bitpanda Crypto Index, che sono stati sviluppati in collaborazione con gli esperti della divisione di indici di investimento MVIS di proprietà della VanEck Associates Corporation.

Gli indici disponibili sono 3:

  • BCI5;
  • BCI10;
  • BCI25.

Come suggerisce il nome degli indici, i rispettivi panieri si compongono di 5, 10 e 25 crypto asset.

L’aspetto interessante è che in questi indici è possibile investire anche per l’investitore retail, questo perché in realtà questi strumenti replicano gli indici sottostanti MVDA5, MVDA10 e MVDA25 costituiti da MVIS.

Concludendo

Il settore degli indici è affascinante, per l’investitore crypto gli indici di criptovalute lo saranno sicuramente di più.

La tua formazione, ad ogni modo, non termina qui. Approfondisci cos’è Asset Under Management (AUM) e qual è l’utilità per gli investitori come te.

Interessato ad altri temi legati alle criptovalute? Approfondisci allora questo argomento che ti suggeriamo: Trading Forex vs Criptovalute. Con quale dei due mercati dovrebbe iniziare il trader esordiente?

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