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Hormuz e cherosene: l’impatto sulle compagnie aeree e i viaggi estivi

Da
Fabio Carbone
Pubblicato: May 10, 2026, 05:00 GMT+00:00
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Hormuz e cherosene, quale l'impatto sulle compagnie aeree e i viaggi estivi 2026? Una crisi giunta nel bel mezzo di risultati record per il numero di passeggeri globali.

Hormuz e cherosene

Hormuz e cherosene sono il nuovo cruccio delle compagnie aeree e dei viaggiatori. Dalla pandemia in poi sembra non esserci proprio pace per il settore aeronautico privato.

Prima aerei a terra per le chiusure al trasporto dei passeggeri causa pandemia, quindi la lenta ripartenza con problemi a reintegrare il personale licenziato che hanno causato lunghe code in alcuni aeroporti, contemporaneamente le rotture dei motori di nuova generazione che hanno comportato il fermo per lunghi periodi degli aerei.

Alla lunga lista si deve aggiungere la carenza di pezzi di ricambio che ha addirittura portato a uno scandalo. Una fantomatica ditta di parti di ricambio è riuscita a rivendere pezzi usati e non certificati che sono stati montati su aerei di linea.

Quindi la crisi energetica del 2022 con i prezzi dei viaggi aerei esplosi a cifre non più sostenibili da tutti.

Senza contare la riduzione delle rotte di navigazione a causa di conflitti prolungati (i cieli dell’Ucraina sono off limits), lo spazio aereo delle Federazione Russa spesso evitata dalle compagnie aeree occidentali, e le guerre a intermittenza in Medio Oriente che chiudono altre rotte.

Concentrandoci ora soltanto sullo Stretto di Hormuz chiuso e il cherosene che rischia di scarseggiare, cerchiamo di capire quale potrebbe essere l’impatto sulle compagnie aeree e i viaggi estivi.

Hormuz e cherosene: quanto cherosene c’è tra Europa ed Asia?

Mentre gli Stati Uniti sono autosufficienti e quindi le aviolinee non rischiano di restare a secco, in Europa e in Asia il problema è reale.

La situazione è fluida come il carburante, ed è dunque soggetta a cambiamenti improvvisi. Attualmente:

  • Europa: situazione critica. Scorte ai minimi degli ultimi 5 anni, deficit netto di 250.000 barili/giorno nonostante abbia provato a compensare da altre aree, autonomia stimata da Goldman Sachs tra 23 e 40 giorni. Rischio concreto di razionamenti e voli cancellati. L’Unione Europea ha autorizzato in via temporanea l’uso del carburante Jet A americano per ampliare le fonti di approvvigionamento ha scritto Il Sole 24 Ore. Le scorte strategiche sono sul tavolo e anche il cherosene delle aeronautiche militari potrebbe essere eventualmente utilizzato per scopi civili.
  • Asia: situazione tesa ma più stabile. Alcuni hub (Singapore, Tokyo) chiedono alle compagnie di non aumentare i voli per prudenza. Dipendenza forte dal Golfo, ma la Cina sta riaprendo i flussi di carburante per jet e collaborando con l’Australia per stabilizzare le forniture.

La Guerra in Medio Oriente riprogramma le rotte e le vacanze

Secondo un report di Hanetf, a marzo è stato registrato un aumento delle cancellazioni di voli del +111% a livello globale. Alcune compagnie aeree continuano a non volare sopra i cieli di Israele e delle altre nazioni del Medio Oriente.

I viaggiatori che avevano programmato vacanze e soggiorni nei paesi del Golfo Persico hanno deciso di riprogrammare per evitare un’area geografica che resta sospesa tra la fine delle ostilità e la ripresa delle stesse.

Nell’incertezza, i turisti e viaggiatori in genere preferiscono andare altrove ed evitare di restare intrappolati sotto le bombe.

Domanda di voli aerei mai così forte

La Terza guerra del Golfo, come alcuni l’hanno battezzata, cade in una fase storica in cui i voli aerei vivono una forte domanda, nonostante tutto.

Prima dei bombardamenti dei gli impianti nucleari iraniani nel 2025 da parte degli Stati Uniti, le stime parlavano di circa 9,8 miliardi di passeggeri nel 2025 con una crescita del +5,3%.

I dati dell’International Air Transport Association (IATA) di febbraio 2026 hanno fatto registrare una domanda di posti del +6,1%, la più alta di sempre.

Il trend resta intatto, ma la frattura creata dal conflitto a partire dal 28 febbraio ha reso qualsiasi stima irrilevante.

Le compagnie aeree che possono resistere e performare meglio

Le compagnie aeree con ricavi diversificati su più aree geografiche e grandi network possono assorbire le criticità in alcune aree.

Secondo Hanetf, United Airlines (UAL) ha movimentato più passeggeri nel Q1 2026 che in in qualsiasi altro trimestre della sua storia. Ha subito un 44% di cancellazioni in meno rispetto le altre due grandi compagnie aeree degli USA, e nonostante il costo del carburante sia lievitato di 340 milioni di USD su base annua.

Nei fatti le compagnie aeree nordamericane sono le più avvantaggiate dalla riprogrammazione dei viaggi. Potrebbero accaparrarsi una porzione rilevante di quel 50% di voli cancellati in Medio Oriente anche per il prossimo futuro.

Le stime di lungo periodo

IATA stima che entro il 2050 i passeggeri aumenteranno del doppio. A crescere di più saranno i mercati emergenti, con in prima posizione i voli interni al continente africano (+4,9% all’anno), seguiti dai viaggi tra Africa e Asia-Pacifico (+4,5%) e all’interno dell’area Asia-Pacifico (+3,9%).

L’India dovrebbe invece aumentare il numero di passeggeri del +6,4% anno, grazie a una forte crescita della classe media e a un mercato poco sviluppato rispetto alla popolazione.

Il tema dei rimborsi e dei risarcimenti

Mentre per i cittadini i rimborsi e i risarcimenti sono qualcosa di sacrosanto e devono essere riportate con trasparenza nei regolamenti e contratti, per una compagnia aerea sono un mancato introito.

Dunque un investitore deve tenere conto anche delle decisioni prese dalle autorità internazionali in tema di rimborsi e risarcimenti per voli cancellati a causa di carenza del carburante.

L’Unione Europea si è mossa. La Commissione Europea ha pubblicato delle linee guida dirimenti e vincolanti. Anzitutto viene fatta una differenza tra rimborso e risarcimento. Il rimborso è la restituzione della somma spesa dal viaggiatore per comprare il biglietto aereo. Il risarcimento è un indennizzo aggiuntivo che si può sommare al rimborso in circostanze particolari.

Dunque le cose come stanno? In caso di cancellazione del volo per carenza di carburante, il rimborso è dovuto al cliente. Il risarcimento, stabilisce la Commissione Europea, non è invece dovuto poiché la carenza locale di carburante è considerata circostanza straordinaria che impedisce l’operatività del volo.

Tuttavia, se la compagnia aerea cancella il volo perché ritiene che il jet fuel gli costi troppo in quello scalo, al cliente è dovuto il rimborso del biglietto e il risarcimento.

E i risarcimento per le compagnie aeree potrebbe risultare un vero salasso aggiuntivo. Si va dai 250 euro a passeggero per le tratte sotto i 1.500 chilometri, fino ai 600€ per le tratte sopra i 3.500 chilometri.

Se la compagnia invia al cliente un preavviso di 14 giorni rispetto alla data del volo, il risarcimento non è dovuto.

Pensiamo anche a tutto il lavoro burocratico e legale che le compagnie aeree stanno svolgendo in questi mesi per proteggersi da tutto questo. Già di per se è un costo non previsto.

Hormuz e cherosene: l’estate di viaggiatori e investitori

Dunque l’estate 2026 si preannuncia complessa per i viaggi aerei, in particolare in Europa. Il rischio è una riduzione dei voli, come ha già fatto Klm con una sua controllata, tariffe più alte per via del caro carburante ma anche per un’offerta inferiore.

Oltre ai tagli selettivi si potrebbero verificare carenze di carburante per aerei in alcuni scali aeroportuali.

Non si prevede un collasso del sistema aeroportuale, ma rimodulazioni e piani di emergenza sono già in essere. Lufthansa, British Airways (gruppo IAG), Klm e Turkish Airlines hanno cancellato 13mila voli solo a maggio e rimosso dalla vendita 2 milioni di posti dai programmi globali.

Acquistare o non acquistare azioni delle compagnie aeree nel 2026? Forse è meglio rimandare a dopo la pubblicazione del bilancio di esercizio 2026.

Sull'Autore

Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.

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