Quantitative Easing: Politiche Monetarie al Giro di Boa

Quali saranno gli effetti nella quotidianità, al termine della politica economica sposata da Draghi? È possibile trarre qualche vantaggio?
Draghi Euro

Secondo diverse fonti, il Quantitative Easing (che può essere definito come una politica monetaria espansiva adottata come misura per favorire la crescita nel periodo di crisi) avrà termine a fine 2018. Da gennaio 2019 il nostro Paese non godrà più di queste agevolazioni e gli effetti potrebbero essere apprezzati da alcune parti e disprezzati da altre. Quello che è certo è che il QE non è una misura di sostegno che può durare in eterno. Questo porterebbe ad un incremento troppo veloce dell’inflazione che a sua volta porterebbe i prezzi di tutti i prodotti alle stelle con effetti negativi sulle importazioni.

La politica economica espansiva messa in atto dalla BCE, ha sortito degli effetti positivi ed è stata apprezzata da molti operatori economici. Dal punto di vista del nostro Paese, quel tipo di politica monetaria dovrebbe essere considerata una manna poiché ci ha permesso di tenere dei tassi di interesse estremamente bassi su un debito pubblico estremamente alto.

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Come detto, il Quantitative Easing è agli sgoccioli e alcuni effetti possono essere facilmente previsti seguendo un manuale di teoria economica. In generale ci si può aspettare un aumento dei tassi di interesse che avranno un impatto sulla vita delle persone, delle aziende e del nostro Paese.

Questo cambiamento dovrebbe influenzare le parti in causa per alcune decisioni importanti come la possibilità di ottenere nuovi finanziamenti o la possibilità di essere supportati in investimenti con dei tassi di interesse estremamente favorevoli. In effetti, l’aumento dei tassi di interesse avrà un impatto molto forte su tutti gli attori economici elencati sopra. Se persone fisiche e imprese potrebbero cogliere l’occasione per indebitarsi a tassi favorevoli, la situazione per il nostro Paese non è altrettanto semplice.

Da un lato, il nostro Paese dovrebbe cogliere l’occasione per ripagare i debiti contratti con tassi di interesse più elevati. Per fare questo dovrebbe utilizzare la leva del debito per andare a ridurre il pagamento degli interessi nei prossimi anni. Interessi che, per inciso, saranno più alti degli attuali. Dall’altra parte, l’utilizzo del debito dovrebbe essere considerato con cautela dato l’attuale livello di indebitamento del nostro Paese.

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Investire Con una Strategia

Per i tre attori economici appena citati è sicuramente un buon momento per contrarre debito. Tuttavia, questo potrebbe rivelarsi contro produttivo se non vi è una strategia alla base.

Nel caso delle persone fisiche, la strategia di fondo potrebbe essere quella di contrarre debito al fine dell’acquisto di un’immobile che potrebbe diventare la prima casa.

Per le imprese potrebbe essere interessante sfruttare questo regime di tassi favorevoli per effettuare nuovi investimenti in capitale produttivo. Questi investimenti, oltre a supportare una strategia di fondo dell’impresa stessa avrebbero il vantaggio di essere contratti con tassi di interesse decisamente favorevoli.

Per il nostro Paese, in fine, potrebbe essere un buon momento per ridurre gli interessi pagati sull’enorme debito accumulato negli ultimi venti anni. Questo però deve essere portato avanti da una classe politica lungimirante e accorta.

 

 

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