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Fabio Carbone
PayPal

PayPal Holdings Inc. sembra fare sul serio sull’adozione delle criptovalute e ancora Coindesk riporta che il processore di pagamenti internazionale avrebbe già (o quasi) stretto una collaborazione commerciale con Paxos, società statunitense regolamentata per operare con i crypto asset che offre servizi di custodia e di spostamento di fondi in criptovaluta.

Secondo Coindesk l’annuncio di questa collaborazione sarebbe imminente, ma Paxos e PayPal non hanno rilasciato alcun commento sulle indiscrezioni del crypto magazine online.

Se davvero PayPal dovesse “tuffarsi” nel mondo delle criptovalute, si tratterebbe di una importantissima adozione data l’estesa clientela internazionale di cui la società gode.

Non è però chiaro quali servizi crypto offrirà PayPal, con quali criptomonete e in quali nazioni. Verosimilmente gli USA saranno il primo Paese dove verrà provato il servizio.

Se il processore di pagamenti rispetterà la sua natura attuale, è allora facile ipotizzare che aggiungerà un conto in valuta bitcoin (ad esempio) accanto alle altre valute fiat già disponibili sulla piattaforma. L’utente quindi potrà ricevere pagamenti in criptovaluta direttamente sul conto PayPal e poi convertirlo, se vorrà, in altre valute fiat secondo le regole e le commissioni che il processore di pagamenti già applica sullo scambio istantaneo tra valute fiat.

Perché PayPal sceglierebbe Paxos?

Come noto PayPal ci tiene molto alle regole, ed è molto attenta alle normative vigenti in ciascuna nazione dove opera. La scelta di Paxos sarebbe volta a proseguire in questo solco di rispetto delle normative nazionali e internazionali.

Paxos nel 2015, infatti, ha ottenuto una limited-purpose trust charter dal Dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York. La società è quindi abilitata alla custodia, compravendita e gestione di oro e criptovalute per conto di clienti istituzionali.

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I contender di Paxos

Come noto i clienti di PayPal che hanno un conto su Coinbase possono effettuare spostamenti di valuta fiat in alcuni Paesi dove il servizio è stato attivato. A fronte di questa partnership esistente da tempo, secondo Coindesk, l’exchange di San Francisco starebbe corteggiando PayPal per essere lei ad offrire i servizi di cui quest’ultima potrebbe avere bisogno.

Ma anche l’exchange europeo Bitstamp sarebbe della partita, sempre secondo Coindesk. L’exchange lussemburghese ha esperienza nella fornitura di servizi a società terze che operano nel settore dei pagamenti e servizi bancari, infatti è il fornitore del servizio di scambio di criptovalute per Revolut in Europa.

Va però aggiunto che proprio Paxos dal 15 luglio è la società scelta da Revolut per offrire lo stesso servizio negli Stati Uniti. Revolut si è aperta di recente al mercato statunitense dove spera di espandersi dopo gli straordinari risultati ottenuti in Europa negli ultime tre anni.

PayPal offrirà davvero criptovalute?

PayPal ha sempre accarezzato l’idea di entrare nel settore, ma si è sempre mostrata fredda nell’affrontare l’argomento apertamente. Tutti ricorderanno l’appoggio dato a Libra di Facebook Inc. sin dall’annuncio del progetto avvenuto poco più di un anno fa, ma anche la marcia indietro a seguito delle “minacce” del governo statunitense nei confronti del progetto Libra.

PayPal accarezza probabilmente l’idea di aggiungere anche bitcoin al suo processore di pagamenti, ma è difficile pensare che entro questa settimana possa annunciare che a brevissimo offrirà tale servizio.

Ad ogni modo, la società non potrà rimandare a lungo la sua scelta sui crypto asset perché questi faranno parte del futuro economico e finanziario di tutti noi.

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