Manovra alla Camera: l’incontro è definito disastroso dall’opposizione, ma emergono alcune novità. Oggi un’altra seduta.

L’incontro di ieri alla Commissione Bilancio della Camera è stato definito disastroso dai gruppi di opposizione, che hanno abbandonato l’aula. Il tempo sta per scadere e il Ministro Tria non ha voluto avviare un dibattito sui risultati raggiunti con Bruxelles. Ieri sono stati però raggiunti dei piccoli traguardi, che verranno esaminati nuovamente nella seduta di stasera.
Italy euro

Il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, è intervenuto sulla Manovra in commissione Bilancio della Camera. Al termine del suo intervento, i gruppi di opposizione hanno abbandonato l’aula, definendo l’incontro come un mezzo fallimento, un disastro, una pantomima.

Effettivamente, le opposizioni cercavano un dibattito sulla manovra, ma hanno dovuto ascoltare quella che, a detta di Tria stesso, sarebbe stata una semplice informativa, più che un’audizione.

Il Ministro dell’Economia ha confermato l’esistenza di un’interlocuzione con la Commissione UE, un dialogo costruttivo volto a evitare la preoccupante procedura di infrazione per l’Italia.

Sarebbero inoltre in atto degli studi e delle simulazioni per trovare nuove opzioni e soluzioni per i margini richiesti. Per quanto concerne invece quota 100 e reddito di cittadinanza, i disegni non sono ancora definiti e, sostiene Tria, il problema principale resta quello di scoprire se sono disponibili degli spazi politici e finanziari per un negoziato concreto con interlocuzioni tra Inps e Mef.

E’ certo però che il tempo a disposizione del Governo è ormai ridotto: la legge di bilancio è ancora al primo passaggio parlamentare e la mediazione con l’Europa sembra aver raggiunto una fase di drammatica stasi.

Il primo gennaio 2019 scatteranno tutte le clausole di salvaguardia con aumenti  IVA e al Governo restano appena venti giorni di tempo per trovare una soluzione condivisibile. Secondo la stampa internazionale, quindi, le probabilità che reddito di cittadinanza e pensioni arrivino al Senato entro l’anno sono ormai assai remote. Ma, in tal senso, resta fissato il termine di Maggio 2019.

Per riuscire a strappare un accordo con l’Unione Europea andrebbero trovati in fretta 7 miliardi di euro. Il deficit, fissato al 2,4%, dovrà scendere quindi al 2% secondo le richieste di Bruxelles.

Sul fronte reddito di cittadinanza, il Governo ritiene di poter risparmiare oltre 2 miliardi di euro posticipando la partenza al primo giorno di Aprile del 2019, mentre non è stato ancora presentato un emendamento su quota 100.

La manovra ha poi contemplato una flat tax per le partite Iva, mentre, in termini di pace fiscale, l’argomento delle mini-cartelle per debiti fino a mille euro è stato solamente accennato.

Anche il taglio del cuneo fiscale è stato rimodulato, con uno sconto Ires di appena 9 punti per le assunzioni stabili.

Tra le altre novità di ieri sera, l’incremento del buono per l’iscrizione agli asili nido da 1000 a 1500 euro all’anno e l’aumento del limite di età per l’utilizzo della Family Card da parte dei figli a carico, salita a 26 anni.

Nuove assunzioni, inoltre, nella Pubblica Amministrazione, nelle autorità pubbliche.

Per le imprese, è stato approvato un mini-pacchetto fiscale con un raddoppio della deducibilità dell’Imu su capannoni industriali dal 20 al 40%.

Si è poi decisa una proroga di un anno per la card cultura con un limite massimo di spesa complessiva di 230 milioni e le accise sulla birra sono state ridotte a 2,99 euro per elettrolito e grado Plato. Aliquota agevolata, inoltre, per birrifici artigianali di piccole dimensioni.

Il governo si è riservato la possibilità di porre la fiducia sul testo, che verrà esaminato già stasera.

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