L’Opec decide la prima riduzione della produzione dal 2008. Il petrolio guadagna l’8%

James Hyerczyk

Nella giornata di mercoledì, il prezzo del greggio si è mosso in deciso rialzo a seguito dell’accordo raggiunto dall’Opec sulla riduzione della produzione, la prima dal 2008. Già nelle prime ore della sessione, i trader puntavano sulla conclusione dell’intesa prima della conclusione della riunione di Vienna.

Durante la sessione di mercoledì, il prezzo è aumentato fino all’8%, toccando il massimo delle ultime settimane. La mossa ha fatto seguito all’annuncio dell’Opec con cui il cartello ha comunicato di avere raggiunto il consenso sulla proposta di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno, pari a circa il 4,5%, portandola 32,5 milioni di barili al giorno.

Il Brent con scadenza a gennaio è aumentato di 3,67$, ossia del 7,9%, a 50,05$ al barile. Il Wti ha guadagnato 3,50$, ossia il 7,7%, salendo a 48,73$ al barile. Tale quotazione rappresenta il massimo settimanale.

I particolari dell’accordo devono essere ancora pubblicati, ma si dice che l’Arabia Saudita contribuirà con 486000 barili al giorno, riducendo la propria produzione a circa 10,06 milioni di barili al giorno.

Altri membri taglieranno la produzione, mentre l’Iran si è impegnato a limitarla a 3,797 milioni di barili al giorno. La cifra è lievemente superiore alla produzione che l’Iran ha raggiunto a ottobre, pari a 3,69 milioni di barili al giorno.

I particolari sulla riduzione della Russia non sono ancora stati resi noti.

I mercati negli Stati Uniti

Durante la sessione di mercoledì, i mercati azionari degli Stati Uniti hanno seguito un andamento vario. I titoli del settore energetico si sono mossi in rialzo, spinti dall’accordo dell’Opec, spingendo lo S&P 500 e il Dow Jones. A ogni modo, gli investitori hanno prestato attenzione ad altri dati sugli Stati Uniti.

Il Dow Jones ha guadagnato circa 100 punti, toccando un massimo storico intragiornaliero.  Lo S&P 500 è salito dello 0,1%. Tale aumento è stato attribuito al rialzo dei titoli del settore energetico. L’Energy Select Sector SPDR Fund (XLE) ha guadagnato circa il 5,2%. Il Nasdaq, che non comprende molti titoli petroliferi, ha perso circa lo 0,6%.

Il mercato valutario

I contratti future sull’indice del dollaro con scadenza a dicembre si sono mossi in rialzo, ma tale aumento potrebbe essere stato causato da altri dati economici. Le coppie legate alle materie prime, AUD/USD e NZD/USD, si sono sorprendentemente mosse in ribasso. Il dollaro canadese si è trovato in difficoltà nel mantenere i propri guadagni.

Dati economici

Secondo Moody’s Analytics e Adp, nel mese di novembre, l’occupazione nel settore privato è aumentata di 216000 nuovi occupati a fronte degli attesi 165000. Per i trader, tale incremento anticipa un deciso aumento delle buste paga dei settori non agricoli degli Stati Unit, che verranno pubblicate nella giornata di venerdì.

Nel mese di ottobre, la spesa per i consumi è salita dello 0,3%, mentre il reddito individuale è cresciuto dello 0,6%, che rappresenta il dato migliore da aprile.

Nella giornata di oggi, la Fed pubblicherà il suo ultimo Libro Beige.

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