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Barry Norman

Lo yen, considerato una valuta rifugio, si è mosso in rialzo sull’euro e sul dollaro, mentre la sterlina è crollata a minimi non registrati da più di trenta anni. Il mercato valutario risente, infatti, dei crescenti segnali di tensione derivanti dalla Brexit. Lo yen viene negoziato a quota 100,81 e pare dover continuare ad apprezzarsi sul dollaro e sulla moneta unica europea. La coppia EUR/JPY ha raggiunto quota 111,98.

Sul dollaro, lo yen ha toccato i massimi delle ultime due settimane, spinto dall’avversione al rischio degli investitori. A oggi nel corso dell’anno, la valuta nipponica si è apprezzata di più del 18% sul dollaro, con conseguenze negative per l’Abenomics e per la ripresa dell’economia del Giappone. Nella mattinata di oggi, durante un discorso molto atteso, il governatore della Banca del Giappone, Haruiko Kuroda, ha affermato che la banca centrale adotterà ulteriori misure espansive, qualora fossero necessarie al raggiungimento dell’obiettivo di inflazione al 2%, mentre uno yen in rialzo preme sui prezzi al consumo.

Secondo un sunto del suo discorso all’incontro trimestrale della Banca del Giappone con i direttori delle succursali, il governatore Kuroda ha dichiarato che, se necessario, la banca centrale attuerò nuove misure espansive in termini di quantità e qualità e interverrà sui tassi di interesse per realizzare l’obiettivo di inflazione.

Nella mattinata di giovedì, lo yen continua a muoversi in ribasso

Le dichiarazioni di Kuroda sono giunte dopo che il dollaro è sceso dai 100 yen per la prima volta in due settimane, con gli investitori sempre più prudenti circa le conseguenze economiche della Brexit.

In gran parte, l’incertezza del mercato deriva dalla tensione causata dalla Brexit e dall’incapacità del Regno Unito di andare avanti finché non verrà nominato un nuovo primo ministro, non prima di settembre. La sterlina è crollata a quota 1,29 toccando i minimi dal 1985. La valuta britannica viene negoziata a quota 1,2966. Il netto deprezzamento della sterlina giunge a seguito della pubblicazione del documento della Banca d’Inghilterra sulla stabilità finanziaria, in cui la Brexit viene definita “il più significativo rischio interno per la stabilità finanziaria”.

Il Comitato per la Politica Finanziaria della Banca d’Inghilterra ha tagliato la sua riserva di capitale anticiclica per le Banche del Regno Unito dallo 0,50% a 0. L’indice dei direttori degli acquisti del Regno Unito per il mese di giugno, elaborato prima del voto sulla Brexit, mostra che l’industria britannica ha subito la più grave contrazione trimestrale in più di tre anni, segnando 52,3.

“Il più grave rischio interno di breve periodo per la stabilità finanziaria”

Nella mattinata di oggi, l’euro si è mosso in ribasso, toccando quota 1,1092. I trader sono, infatti, preoccupati per le conseguenze che le turbolenze che hanno colpito l’economia del Regno Unito potrebbero avere sull’Eurozona. Al contempo, le banche italiane sono afflitte da un problema di debito. Qualora l’euro dovesse continuare a muoversi in ribasso, potrebbe trovare supporto intorno a quota 1,09 contro il dollaro, 109,00 contro lo yen, 0,81 contro la sterlina e 1,06 contro il franco svizzero. Dopo il referendum sulla Brexit, Hsbc ha corretto al ribasso le sue previsioni annuali sulla coppia euro-dollaro, ritenendo che il recesso del Regno Unito dall’UE limiterà le esportazioni dall’Eurozona verso la Gran Bretagna. Per Hsbc, l’esito del voto britannico potrebbe, inoltre, rafforzare i partiti di estrema destra in Europa, in particolare in Francia e nei Paesi Bassi, portandoli spingere con maggiore decisione per svolgere dei referendum anche nei loro paesi. A ogni modo, Bloom e altre società ritengono che le scommesse su un ulteriore deprezzamento dell’euro — almeno tra ora e la fine dell’anno —siano fuorviate.

Mentre la sterlina ha continuato a muoversi in ribasso, toccando minimi non registrati dalla metà degli anni Ottanta, l’euro ha mostrato una relativa resistenza. Dal voto sulla Brexit, la moneta unica europea si è deprezzata rispetto al dollaro e si è mossa in rialzo sulla sterlina e sulle valute di diversi partner commerciali dell’UE in Europa centrale e orientale.

L’Aussie ha perso 5 punti, scendendo a quota 0,7516, a seguito della decisione presa dalla Rba nella giornata di ieri di mantenere la politica monetaria e i tassi di interesse invariati. Al contempo, il kiwi ha guadagnato 6 punti, salendo a quota 0,7137 dopo che i prezzi GlobalDairy hanno registrato un aumento lievemente superiore alle aspettative.

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