Il Petrolio WTI registra un forte rialzo nella penultima sessione settimanale, a seguito delle minacce di Trump di colpire le infrastrutture energetiche iraniane.
Il prezzo del Petrolio WTI continua a mostrare una struttura solida, con i prezzi che si avvicinano e tentano di stabilizzarsi sopra il livello psicologico dei 100 $ al barile. Il recente movimento rialzista è stato sostenuto da un’intensificazione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che stanno alimentando timori concreti di interruzioni dell’offerta in una delle aree più strategiche per la produzione globale di energia.
Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump hanno avuto un impatto diretto sul mercato. L’annuncio di possibili azioni militari contro l’Iran entro un orizzonte di due o tre settimane, accompagnato dalla minaccia di colpire le infrastrutture energetiche iraniane, ha aumentato sensibilmente il premio per il rischio incorporato nei prezzi dell’Oro nero. Questo tipo di scenario tende a spingere gli operatori a prezzare potenziali shock sull’offerta, favorendo movimenti rialzisti nel breve periodo.
A rafforzare ulteriormente il quadro contribuiscono le indiscrezioni secondo cui gli Emirati Arabi Uniti starebbero spingendo per un intervento internazionale volto a riaprire lo Stretto di Hormuz, uno dei principali punti di transito del petrolio mondiale. La possibilità che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite venga coinvolto in una risoluzione di questo tipo evidenzia la rilevanza sistemica della situazione e mantiene elevato il livello di attenzione sui mercati energetici.
Parallelamente, gli Stati Uniti stanno aumentando in modo significativo la propria presenza militare nella regione, con un dispiegamento che rappresenta il più ampio degli ultimi vent’anni. Questo elemento rafforza la percezione di un rischio concreto di escalation, che potrebbe tradursi in ulteriori pressioni rialziste sul Petrolio WTI, potenzialmente verso i massimi pluriennali già testati nelle recenti sessioni.
Al momento della scrittura il prezzo del Petrolio WTI quota 106,41 $, in rialzo del 6,28% ed in pieno momentum rialzista dopo gli ultimi eventi macroeconomici che ha portato la commodity a superare il massimo delle ultime 3 settimane, sopra i 106,50 $. Dal punto di vista tecnico, una chiusura sopra i 1,106,50 $ permetterebbe ai tori di mantenere la pressione sull’Oro nero, spingendolo a ritestare la resistenza chiave dei 110 $.
Al ribasso, un primo tentativo di ripresa degli orsi potrebbe essere visto a seguito di una chiusura sotto il livello chiave dei 104 $, che potrebbe portare il Petrolio WTI a ritestare il livello psicologico dei 100 $ e successivamente il livello annuale dei 96,72 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.