L’Argento perde terreno nella penultima sessione settimanale, influenzato dall’incertezza sulle politiche economiche della Casa Bianca.
Il prezzo dell’Argento arretra con decisione e scende sotto area 87 $ l’oncia, segnando un ribasso di oltre il 2,5% nelle ultime ore. Dopo una fase di recupero che aveva riportato il metallo prezioso vicino alla soglia psicologica dei 90 $, il mercato sta ora registrando prese di profitto in un contesto di dollaro statunitense più solido e aspettative di politica monetaria meno accomodanti nel breve termine.
Il movimento correttivo non arriva in un vuoto informativo. Negli ultimi giorni, diversi esponenti della Federal Reserve hanno ribadito un approccio prudente sui tassi di interesse. L’inflazione statunitense, pur in rallentamento rispetto ai picchi precedenti, rimane sopra l’obiettivo del 2%, e il mercato del lavoro continua a mostrare segnali di resilienza. Questo scenario riduce la probabilità di tagli imminenti e sostiene i rendimenti obbligazionari, aumentando il costo opportunità di detenere asset come l’Argento.
Parallelamente, il biglietto verde mantiene un tono relativamente forte. Quando il biglietto verde si apprezza, il metallo prezioso diventa più costoso per gli investitori che operano in altre valute, comprimendo la domanda internazionale. La combinazione di rendimenti più alti e valuta statunitense robusta tende storicamente a pesare sui metalli preziosi, e l’Argento non fa eccezione.
Sul fronte geopolitico, le tensioni tra Stati Uniti e Iran restano un elemento di supporto strutturale per i beni rifugio, ma al momento non sembrano sufficienti a compensare la pressione derivante dalla politica monetaria. I mercati monitorano con attenzione l’evoluzione dei colloqui sul nucleare e le dichiarazioni provenienti da Washington e Teheran, ma finché non emergeranno sviluppi concreti, il premio di rischio sul metallo prezioso resta contenuto.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 86,072 $, in ribasso del 2,83% e con gli orsi che stanno ben capitalizzando il rimbalzo dal livello annuale dei 91,273 $; ora, una chiusura sotto gli 88 $ permetterà all’Argento di poter raggiungere il livello annuale degli 84,03 $, il cui superamento permetterebbe ai ribassisti di poter raggiungere il livello psicologico degli 80 $.
Viceversa, una chiusura positiva sopra gli 88 $ volgerebbe di nuovo a favore dei tori, i quali spingeranno l’Argento verso il livello annuale dei 91,273 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.